Molti studiosi hanno dedicato la loro attenzione a un aspetto particolare della vita di Pier Paolo Pasolini: le donne che rivestirono un ruolo molto importante sia dal punto di vista affettivo che intellettuale. A cominciare dalla madre amatissima, Susanna Colussi, alla quale dedicò una straziante e lucidissima poesia (Supplica a mia madre). “Quel profumo di viole. Lettere di Pier Paolo Pasolini a Maria Seccardi”, la nuova mostra allestita al Centro Studi Pier Paolo Pasolini a Casarsa della Delizia (PN) rivela un personaggio finora sconosciuto ai più che si aggiunge a un intreccio di relazioni e di affetti. E arricchisce la biografia del grande intellettuale.
Le altre donne

Non dimentichiamo Laura Betti, Silvana Mangano, Oriana Fallaci, Giovanna Bemporad, Maria Callas, Anna Magnani, Silvana Mauro: donne per le quali Pasolini nutrì una forte amicizia e vero affetto, anche se ogni possibilità di relazione amorosa e sessuale gli era preclusa. Figure femminili forti, indipendenti, anticonformiste e appassionate.
Diversi saggi hanno approfondito il ruolo che queste donne rivestirono nella sua esistenza e anche un docu-film diretto da Eugenio Cappuccio e narrato da Giuseppe Battiston che si può ancora vedere sulla piattaforma RaiPlay (https://www.raiplay.it/programmi/ledonnedipasolini).
La mostra in ricordo di Maria Seccardi

Inaugurata il 10 maggio scorso e aperta fino al 30 settembre prossimo, racconta e ricostruisce attraverso una serie di lettere finora inedite l’intenso rapporto che legò per alcuni anni Pasolini a una ragazza che lo ha amato e che egli frequentò «in gioventù al tempo delle sagre e dei balli festivi del Sogno di una cosa e con la quale, dopo lo ‘scandalo’ di Ramuscello e la fuga dal Friuli a Roma, la corrispondenza e qualche occasione d’incontro si protraggono fino alla vigilia degli anni Sessanta, all’esordio di Pasolini regista con Accattone» (dall’introduzione di Franco Zabagli al volume Pier Paolo Pasolini, Lettere a Maria Seccardi. A cura di Antonella Giordano, Dueville (VI), Ronzani, 2025).
La figura di Maria Seccardi, una giovane friulana originaria di San Vito al Tagliamento, viene dunque svelata oggi attraverso un carteggio che documenta la loro relazione, iniziata durante gli anni di Pasolini a Casarsa, a partire dal 1948.
Chi era Maria Seccardi

Maria Seccardi, nata nel 1928, dopo aver conseguito il diploma all’istituto magistrale di Portogruaro aveva iniziato la carriera di maestra delle scuole elementari. Si innamorò perdutamente di Pasolini, un sentimento che la accompagnò per anni. Sebbene lui provasse affetto per lei, non era possibile per lui andare oltre un rapporto di tenera amicizia. Il carteggio ha il suo culmine drammatico nella lettera del 30 ottobre 1957 in cui Pasolini confessa a Maria la sua diversità, esplicitando in modo chiaro e lucido la sua omosessualità:
«[…] Il mio eros è tutto “invertito” verso i ragazzi: poiché il sesso femminile, nel mio inconscio, che è un caos, è semplicemente il sesso di mia madre, che io ho amato e amo pazzamente, in modo tale da determinare tutta la vita, da dare alla vita un unico senso. E non si può avere rapporto carnale con la propria madre. Per tutta la vita ho sentito il rapporto carnale con la donna come uno sconvolgente sacrilegio, una ripugnante impossibilità.»
Lo scambio epistolare


Il loro scambio epistolare proseguì fino al 1959, rivelando un legame comunque profondo e appassionato. Un sentimento che dal mondo contadino del Sogno di una cosa continua fino all’anno in cui Pasolini gira Accattone, il suo primo film, per il quale a Maria fece un provino.
La mostra espone lettere originali, fotografie rare, libri con dediche autografe, scatti di Giuseppe Zigaina, immagini dai sopralluoghi di “Accattone”, e altri materiali inediti.
Il libro

Lo scambio epistolare, ora pubblicato da Ronzani, ha avuto una vicenda editoriale travagliata. Nel 1986, quando Nico Naldini curò il primo volume delle Lettere, Maria Seccardi rifiutò di renderle pubbliche. Soltanto dopo la sua scomparsa, avvenuta nel marzo 2022 a 93 anni, la figlia Valentina Marsoni ha deciso di rispettare la volontà materna e affidare il materiale al Centro Studi Pasolini di Casarsa della Delizia, consentendone la pubblicazione. Il volume raccoglie quindici lettere e un telegramma che Pasolini scrisse tra il 1948 e il 1959 a Maria. Di lei, a commento delle lettere, si riportano le pagine di ricordi scritte in tarda età e due lettere, le sole ritrovate. Completano il volume due serie di fotografie, entrambe “d’autore”: gli scatti eseguiti dal pittore Giuseppe Zigaina durante una gita di Pier Paolo e Maria ad Aquileia e a Grado, e quelli di Tazio Secchiaroli fatti durante i provini di Accattone.
Un atto di intesa sentimentale tra Maria e Pasolini che oggi si trasforma in un’opera di grande valore documentario.



Info
È possibile accedere all’esposizione negli orari di apertura del Centro Studi Pier Paolo Pasolini (via Guido Alberto Pasolini n. 4, 33072 Casarsa della Delizia (PN):
da martedì a venerdì dalle 15.00 alle 19.00
sabato, domenica e festivi dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 19.00







































































