Strano ma vero come un piatto famoso nelle località di mare o ancor meglio se preferite un “abitante” del mare possa diventare il piatto tipico di una cittadina di terraferma qual è Noventa Padovana, primo comune della provincia di Padova ad entrare nella famosa Riviera del Brenta confinante con Stra che viceversa è l’ultimo comune in senso opposto della stessa Riviera. Stiamo parlando del “folpo” o precisamente del “moscardino grigio” derivante dalla laguna di Venezia e dal Mar Adriatico. Cucinare il folpo per Noventa Padovana è un’antica tradizione che risale addirittura, in documenti provati, al diciassettesimo secolo.
La Fiera del Polpo

Da diversi anni il comune padovano organizza la Fiera del Folpo che riscuote ogni anno un successo incredibile. Al punto tale da dedicare addirittura un assessorato alla fiera del folpo che in stretta collaborazione con il distretto territoriale del commercio “Stile e qualità”. I Comuni di Noventa Padovana e Stra e promosso dall’ASCOM, organizzerà un’autentica gara denominata “Il re folpo”. Praticamente una kermesse alla quale parteciperanno molti ristoranti della Riviera del Brenta che dovranno proporre ai commensali il tradizionale folpo o moscardino grigio che dir si voglia, sottostando ad un regolamento ben preciso con cene a tema. Ovviamente ci saranno una giuria “tecnica” e una “popolare” che sceglieranno i tre migliori ristoranti al termine di una finale programmata a fine marzo dove si deciderà chi vincerà lo “scettro” di re folpo di Noventa Padovana.
Alla presenza del Sindaco

La manifestazione è stata presentata all’interno della splendida villa Valmarana di Noventa Padovana alla presenza di Marcello Bano (sindaco di Noventa Padovana), Roberto Marcato (assessore regionale veneto), Eleonora Mosco (consigliera delegata della Provincia di Padova), Davide Iafelice (assessore alla fiera del folpo), Otello Vendramin (direttore generale Confcommercio ASCOM di Padova), Elisabetta Testolina (consulente sicurezza alimentare).
“Un progetto – ha spiegato Davide Iafelice – che partendo proprio dal folpo si ripromette di fare del territorio circostante una meta per un turismo che possa coniugare i sapori tradizionali con le bellezze dell’arte e dell’ambiente”. Interessante però, soprattutto per gli amanti e appassionati della buona cucina che, come ha avuto modo di spiegare Elisabetta Testolina, il folpo è fondamentale che venga cucinato in acqua aromatizzata con del buon vino rosso. Aggiungendo cipolla, sedano, carota, alloro e poi tutto condito con sale, limone, prezzemolo e olio extravergine d’oliva. Una ricetta semplice se vogliamo ma da seguire rigorosamente. E non per nulla il folpo è diventato oltre che lo “street food” tradizionale di questo territorio anche il “re” in senso assoluto.
Chi sarà il re del folpo?

Non resta che attendere la fine del mese di marzo per sapere quale sarà il nome del ristorante in grado di sollevare con soddisfazione questo ambito scettro. Chissà cosa ne penserà in merito il famoso Alessandro Borghese. Che con i suoi “quattro ristoranti” ha avviato una moda che pare abbia fatto molti proseliti.







































































