La pratica oracolare è antica quanto il mondo e la si trova anche presso le popolazioni primitive e in tutte le culture. L’oracolo, dal latino oraculum, è la risposta che esce dalla bocca della divinità consultata, e anche il luogo dove questo responso viene dato (in gr. χρησός [da χράω “faccio sapere”] per il responso, χρηστήριον e anche μαντεῖον per il luogo).
Senza scomodare le divinità e altri antichi strumenti di cui l’umanità si è dotata per cercare di conoscere il proprio destino, come ad esempio I Ching. Il libro dei mutamenti, testo della tradizione filosofica cinese, in epoca contemporanea c’è chi ha cercato di creare una sorta di manuale che potesse venire in soccorso a chi, trovandosi di fronte a un bivio esistenziale o ad altre situazioni critiche o destabilizzanti, avesse necessità di un aiuto, anche se sibillino. Nel 1999, per esempio, Carol Bolt ha pubblicato Il libro delle risposte (nel 2019 edito da Sperling & Kupfer, tradotto da Lorenza Stroppa): un pratico volumetto che basta stringere fra le mani, concentrandosi sulla domanda da porre, per poi aprirlo a caso e la risposta giusta è lì.
Massimiliano Nuzzolo, scrittore e giornalista veneziano che ha al suo attivo molti romanzi, ha di recente dato alla stampe, per i tipi di Antonio Vallardi Editore, una sua personale versione di questo strumento oracolare, dal titolo divertente: Il libro delle risposte stronze. Lo abbiamo incontrato per parlarne insieme.
Avendo come riferimento una precedente esperienza editoriale, come si è avvicinato alla stesura delle sue risposte nell’oracolo?

“In qualche modo la mia formazione eclettica e un’innata autoironia mi hanno agevolato. Come narratore vicino agli esistenzialisti ho pensato a Boris Vian che di certo mi ha influenzato almeno per la stesura dei romanzi La Verità dei Topi e La fine del mondo, ma pure a Dante che nella Divina Commedia parla più volte dell’influenza degli astri sulla vita umana, senza dimenticare un esperimento come Tre metri sotto terra, il mio primo libro illustrato, che in qualche modo omaggiava Edgar Lee Masters e Max Aub allo stesso tempo.
Cerco sempre di sperimentare; avendo poi operato nelle produzioni musicali, spesso nella realizzazione delle copertine e delle “grafiche”, e nell’arte, il progetto fatto di parole e immagini è andato via via formandosi naturalmente. Ma sopra tutto, direi che la stesura del Libro delle risposte stronze è stata una risposta agli “accidents” della mia vita, tenendo in mano il libro della Bolt, ridendo sinceramente di quelle risposte insensate che tanto successo hanno ottenuto nel mondo. Ricordo che ho pensato: “A me nella vita servono delle risposte più concrete, qualcosa che mi dia una sferzata in pieno volto, come le parole di un amico che si è stancato di sentirti lamentare”.
Da dove nasce la sua necessità di avvicinarsi a questo tipo di oracolo e come si deve usare?
“Come accennato, nasce sicuramente dall’esperienza personale. Da una parte le “sfighe” in cui come essere umano mi sono imbattuto lungo il mio percorso esistenziale, dall’altra l’esigenza di risposte che da sempre tormenta l’intero genere umano. Poi l’essere scrittore mette in qualche modo in situazione di perenne attesa di risposte e chi lavora in questo campo sa a che mi riferisco.
In generale, è risaputo: tutte le persone cercano risposte, anche se appaiono granitiche nelle loro certezze. Lo fanno da millenni e continuano a farlo oggi. E io volevo risposte come sberle, ma che facessero pure ridere. Inoltre studiando per anni ho scoperto tantissime tipologie di oracoli e metodologie di divinazione e che alcuni popoli antichissimi avevano tentato un approccio scientifico a quest’arte e così ho pensato: “Ma allora posso fare qualcosa pure io, da millenni si esercita la divinazione e si tenta di canonizzarla, forse posso far saltare tutto o almeno tentare di velocizzare la fine del mondo”.
Per quanto riguarda l’utilizzo, l’oracolo si può usare in vario modo?

“Il primo: per accendere un fuoco, guardare le fiamme e tentare di interpretare le figure che formano quando l’aria le attraversa. Il secondo: come soprammobile. Fantastico oggetto di design dai colori ultramoderni può essere posato ovunque, sul divano, su un tavolino, su una mensola, sul letto, sul comodino. Farà la sua splendida figura e farà risplendere di luce la vostra casa.
Un altro modo ancora più prezioso è quello di consultarlo, anche senza troppa convinzione, con la consapevolezza che otterremo una rispostaccia alle nostre domande, anche quelle più dolorose, e che queste risposte genereranno in noi prima uno shock, poi un sorriso o una risata. Di sicuro smorzeranno la potenza che a volte le paranoie assumono tra i nostri pensieri, e questo a mio avviso è già uno dei miracoli che tanto si richiedono ai libri (anche alla Madonna, a volte). Per consultarlo basta apporre una mano sul volume, pensare a una domanda e aprirlo e ottenere la risposta che il Fato ha deciso di inviarci”.
Nella presentazione del libro a cui ho assistito il pubblico si è prestato volentieri a porre domande e si è molto divertito nel leggere le risposte, alle volte davvero spiazzanti. Se l’aspettava?
“Sinceramente sì, perché questo Libro – Oracolo è stato testato nel tempo su un ampio campione di persone, di ogni genere. E oltre a essere risultato estremamente inclusivo, il testo è apprezzatissimo tra le persone della comunità lgbt+, ma pure tra le persone che non hanno esigenza di definizioni, delle più ampie categorie, dall’insegnante al pizzaiolo, dalla dirigente alla segretaria, madri, padri, single, ha smosso le coscienze anche dei più rudi, freddi e insensibili individui, si va dal manager aziendale al politico più becero, generando spesso delle risate liberatorie, specialmente se il rito viene effettuato in compagnia o in pubblico, come è avvenuto alla presentazione a cui ha assistito”.
In che modo questo Libro-Oracolo ottiene questo effetto?

“L’effetto è in qualche modo dovuto proprio all’ambito rituale in cui si muove e agli studi eseguiti per crearlo. Questo Libro – Oracolo si differenza da altri libri che appaiono simili nel titolo proprio per il carattere di “cura” che contiene al suo interno e l’editore lo ha collocato tra i libri Self Care. Ha presente i riti sciamanici? Ecco, se li destruttura potenziandone l’effetto straniante e “comico” otterrà una reazione concreta e tangibile sulla psiche del consultante. Con questo non voglio dire che la sua vita migliorerà automaticamente dopo la consultazione, ma di certo chi ha posto le domande vedrà il suo problema concettualizzato con occhi diversi e probabilmente ridimensionato. In ogni caso, può accadere pure che l’oracolo funzioni male o si rompa e in quel caso è possibile chiederne la sostituzione all’editore”.
Perché ha voluto aggiungere un aggettivo così particolare al titolo? In che cosa ritiene “stronze” le risposte che lo compongono?
“In realtà l’aggettivo appariva in origine con degli asterischi per parodiare le demenziali tendenze come la Schwa, che si dichiarano inclusive ma non considerano che gli italiani ignorano la propria lingua. L’editore ha optato per una scelta radicale e per questo, solo amore. “Stronze”, secche, crude, sincere, perché figlie dei tempi bui che viviamo, per i tempi deliranti nei quali il mondo ha abdicato al pensiero e vive su internet o per interposta persona, in cui gli slogan valgono più delle verità, l’imbonimento più del talento. In questo senso l’aggettivo definisce una necessità. Un piccolo campanellino suonato nel buio”.
Il volume, che prevede su ogni pagina di destra non numerata solo una breve frase, vale a dire la risposta, è impreziosito da bellissime incisioni di Antonietta Rubino, che ricordano le immagini dei Tarocchi. Come avete lavorato? Vi confrontati e avete scelto i temi su cui basare le illustrazioni oppure l’artista si è ispirata soltanto a quanto scritto nelle singole risposte?

“Antonietta che è editor, impaginatrice, illustratrice, in questo caso si è superata. Sì, abbiamo preso i Tarocchi definiti del Mantegna conservati al Museo di Cleveland e che sono legati a Venezia in qualche modo e li abbiamo destrutturati. Poi lei ha trovato la sua chiave interpretativa personale e li ha lavorati con tecniche simili a quelle usate intorno alla metà del 1400. Ci siamo confrontati su tutto.
Anche sulle risposte, anche sul più piccolo segno che appare all’interno della pagina. Poi a Vallardi hanno esaltato il tutto con una confezione magnifica e a contrasto (con copertina verde e taglio fucsia che rendono il libro, insieme all’interno, rigorosamente in bianco e nero e classicheggiante, un oggetto bellissimo e unico, più bello di quanto l’avessi immaginato). Sicuramente Antonietta ha evidenziato alcuni riferimenti diretti con le parole, ma ce ne sono altri più “arcani” da scoprire sfogliando con attenzione il libro delle risposte stronze”.
Massimiliano Nuzzolo, Il libro delle risposte stronze, Milano, Antonio Vallardi Editore, 2024








































































Buongiormo a voi tutte e tutti di éNordest. Un ringrazianento sentito, in particolar modo a Edoardo Pittalis, Valter Esposito, Francesca Brandes e Annalisa Bruni autrice di questa bella intervista. Grazie poi per il vostro lavoro sul territorio.
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