C’è anche una mestrina nel team che questi giorni si trova a Cortina a testare la pista di bob. Un lavoro importante e che richiede attenzione e un impegno quotidiano per molte ore. Si tratta di Carolina Levorato, unica donna in un gruppo di cinque persone di cui quattro maschi. E pensare che Carolina si è avvicinata a questa disciplina quasi per caso. Carolina è la più giovane del gruppo ma non per questo il suo incarico è meno importante. Noi di www.enordest.it siamo andati a intervistarla.
Carolina come ci sei arrivata?

«Ho sempre respirato sport a casa grazie a mamma Giorgia, ex atleta e papà Luca, anche lui atleta di buon livello. Io ho iniziato con l’atletica con la Biotecnica Marcon e sno poi passata alla Coin Mestre allenata da Mario del Giudice dove mi sono tolta anche alcune soddisfazioni nella mia specialità che era la velocità».
Come sei passata al bob?

«Quasi per caso. Era il 2024 e proprio il mio mister, vista la velocità che avevo nella partenza mi ha proposto di provare il bob. Ho corso sulla pista di La Plagne in Francia e, dopo le prime discese, sono rimasta affascinata dall’organizzazione e sono entrata nel Bob Club Cortina. Praticamente un sogno che si avverava ma ho dovuto stravolgere tutta la mia vita. Mi sono trasferita a Cortina dove mi mantengo lavorando presso la Stalla dei Ronche».
In cosa consiste il tuo lavoro?
«Passo praticamente l’intera giornata sulla pista Olimpica di Cortina dove sono iniziate le prove per le discese italiane di bob, bob a due, bob a squadra, slittino, sia maschile che femminile, e noi dobbiamo intervenire per controllare sulle vari indicazioni le condizioni della pista dopo ogni discesa e segnalare se ci sono problemi».
Ma tu hai provato l’ebbrezza della velocità in qualche gara?

«Oltre la pista di La Plagne ho calcato le piste di Innsbruck, poi in Germania e sono arrivata terza ai campionati italiani di spinta».
Carolina, un sogno nel cassetto?




«Mi piacerebbe molto entrare nel mondo di questa disciplina come atleta e non solo come testatrice. Certo la strada non è facile, gli atleti in genere devono appartenere alle Forze Armate e, nonostante io sia sempre in costante allenamento, ovviamente aumentare i carichi di lavoro e prepararsi psicologicamente. Ma volete mettere la soddisfazione di leggere il proprio nome su un tabellone led alla fine della gara di una Olimpiade invernale?».
In bocca al lupo Carolina. Intanto a Cortina, in quei posti innevati, c’è anche una mestrina che mai avrebbe pensato di salire su un bob olimpionico.








































































