Leggendo, l’altro giorno, l’ultimo notiziario della Fondazione Rezzara di Vicenza (anno LV, n. 1), mi sono bloccato su una frase del saggio di Luisa Consolato, psichiatra e psicoterapeuta familiare, dal titolo “Nelle parole delle nuove generazioni gli irrisolti della contemporaneità”.
Ecco il brano, che voglio condividere con i lettori:
“Nel tempo della velocità il mondo si surriscalda, si sciolgono i ghiacciai, e in questo loro sciogliersi rappresentano il liquefarsi di un’epoca, delle sue trame temporali, della sua architettura sociale, le tradizioni e i miti. Di un modo di organizzare la vita, le abitudini, la crescita, un modo di organizzare le relazioni”.
Cruda, diciamo drammatica, e nitida come una fotografia in bianco e nero, la visione della studiosa la possiamo tradurre nel nostro quotidiano, sia pure da spettatori che osservano la vita dalla piccola finestra chiamata tv…

Sciogliere significa anche slegare, per esempio, tagliare i nodi che le burocrazie stringono addosso alle persone e ai gruppi sociali. E che dire, poi, dei vincoli che ogni potere impone a chi vi è assoggettato?
La metafora usata dalla studiosa, la sua visione del nostro presente ci suggerisce di guardare ad altri legami più o meno epocali che intessono il nostro rapporto con il mondo oggi meccanizzati. Pensiamo agli apparati tecnologici, mostruosità senz’anima che significano spesso leggi calpestate, libertà trasformata in arbitrio, distruzione del bene pubblico da parte di bande teppistiche, ecc. Su grande scala, ecco il vassallaggio minacciato dal neo imperialismo stelle e strisce che discende direttamente dallo scioglimento dei vincoli con il diritto internazionale, brutalmente calpestato. E, ancora: popoli aggressori che, simili a lupi, straziano democrazie libere e autonome. Ma l’elenco è aperto.
Questa sera paroliamo

Un gioco che farebbe bene a qualcuno di mia conoscenza, e che si può vedere alla tv ogni sera su Raiuno, si intitola L’eredità ed è tutto imperniato sulle parole della nostra lingua (con una piccola ma simpatica eccezione). È incredibile quante parole del nostro patrimonio linguistico non conosciamo, o abbiamo dimenticato e, ovviamente, non usiamo, forse perché non leggiamo abbastanza. Gli intrepidi concorrenti, in maggioranza giovani, mirano ad un premio finale che si accumula giocando, e si sfidano l’un l’altro a colpi, appunto, di parole dell’italiano (spesso tirano a indovinare).
Non sempre il gruzzolo accumulato (migliaia di euro) finisce nelle tasche dei giocatori, tutti entusiasti devo dire, di aver partecipato e viaggiato fra nomi, verbi, curiosità, storie, indovinelli ecc. Alla fine, molti se ne tornano a casa con un piccolo risultato: aver potuto salutare, dal vivo “in televisione!” chi le nonne, chi la moglie o i figli, e il telespettatore, insieme a loro, ha “giocato” davanti al video scoprendo parole vive e, a volte, arrivando a indovinare la parola magica che apre… la cassaforte dell’Eredità.
Respiro terrestre

(poesia)
A un’amica
Qui da noi la Natura costretta
in belle forme di cemento
non ha dato la sveglia alla terra:
eppure, i giorni sono questi:
è finito il ciclo del letargo,
la materia feconda dei campi
indurita dal gelo ora risorge.
Tocca a te, che vivi in paese,
ricordarmi quella voce antica
che in dialetto annunciava:
“La tera tira el fià”, cioè respira.
Ah, quel respiro terrestre
risveglierà anche noi dai nostri
sonni e dai sogni burrascosi
in questo tempo di bui destini?
Quella che vedi tu è la mia terra:
scura, i solchi disegnati da vomeri
motorizzati e non da rozzi buoi:
sono realtà o divagazioni senili?
Quella terra un po’ ci assomiglia
se è bastato un soffio tiepido
del vento mattutino a ridestarla
così anche i nostri sensi sono all’erta
Ma per noi quel refolo non si fa storia:
il mondo vive in un tempo sospeso,
e l’attesa si prolunga… Mandami,
ti prego, una foto dei nostri campi.
Anonimo ‘25








































































Bella riflessione, acuta e di ampi orizzonti. Davvero interessante.
Oggi non sono d’accordo con te , carissimo amico anonimo e nemmeno con la tua erudita Consolato .
Scrivete di ” liquefarsi di un’ epoca” ……
scrivete di ” vassallaggio minacciato
dal neo imperialismo a stelle e strisce … Mi chiedo perché tutto questo pessimismo …. che a me sembra illogico e nient’affatto cristiano .
Mi pare illogico perché i cambiamenti non avvengono , se non con la nostra colpevole complicità !
Mi pare contrario alla Fede in Cristo , questo piangersi addosso, senza voler ragionare sui motivi che hanno determinato il ” liquefarsi di un’ epoca “.
Riflettiamo , invece, sui nostri limiti e sulle nostre capacità morali , oltre che intellettuali. Compiamo un atto di Fede ed apriamo cuore e mente al punto di vista dell’ altro da noi . Sempre con un pizzico di umiltà e con tanta tantissima forza e fiducia.
A conferma delle mie precedenti osservazioni, Vi allego un raro brano de ” I Gufi” . Vi prego di osservare la manipolazione della traduzione in italiano. I Gufi furono anche denunciati per questo pezzo. A differenza dei nostri giorni : ora si può impunemente arrampicarsi sui monumenti , spacciare droga ed infierire sulle forze dell’ ordine.
Stavolta ti sei superato nel commentare i cambiamenti dei tempi in cui viviamo. Complimenti tanti, rileggerò tutto di nuovo più avanti. Sei di una lucidità impressionante, padrone importante del nostro italiano.
PS: Con l’eredità mi diverto anch’io ogni sera!