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Governare non è aggredire don Ciotti

di Roberto Tumbarello
Luglio 30, 2023
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Governare non è aggredire don Ciotti
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L’elettore non politicizzato è contro epurazioni, discriminazioni e occupazione totale dei posti di potere, anche se lo spoil system lo consente. Per governare sono utili alla democrazia le voci di personaggi di diversa opinione soprattutto nella scienza e nell’arte. Il governo ha messo le mani persino nei musei e nella nomina dei loro direttori, come pure nel Centro sperimentale di cinematografia. Però, nel caso di Saviano, seppure costretto da anni a vivere sotto scorta per le sue continue denunce contro la mafia, ritengo quasi giustificata la reazione di Salvini di non consentigli la trasmissione alla Rai. Forse gli si potevano consentire le prime puntate già registrate.

Governare non significa insultare

In realtà, è un abuso consentito dalla maggioranza. La battaglia politica non si combatte con gli insulti, come gli ignoranti che spopolano su Facebook. L’intellettuale deve dare l’esempio e contenere la polemica nei limiti della buona creanza, che Saviano ha superato. Non è bastardo chi non la pensa come lui. È sufficiente criticarne il comportamento. Ma ancora più volgare è la reazione di Salvini alla critica di Don Ciotti che prevede l’intromissione della mafia nella gestione dei miliardi stanziati per la costruzione del Ponte sullo Stretto.

Governare non vuol dire attaccare chi da anni combatte la mafia

Non si era mai sentito prima d’ora tali insulti a un sacerdote per di più benemerito, presidente di Libera, associazione che da anni è impegnata nella lotta alla mafia e tra i massimi esperti di fenomeni criminali. Ora rischia persino di perdere la cittadinanza. Infatti, Salvini si chiede perché non lasci l’Italia chi afferma che più che due coste, il ponte unirà le cosche. Per Don Ciotti sono inquietanti i segnali che mettono in discussione i pilastri dell’antimafia. Qual è l’immagine che si sta facendo di noi il mondo? Come mai Meloni non interviene? Non tanto in difesa del sacerdote, considerato dagli italiani uno dei pochi baluardi a difesa dell’onestà, quanto per ristabilire i toni moderati che la Premier finge di invocare continuamente ma che denotano la volontà di aggredire gli avversari forti della maggioranza, ma non di saggezza.

Così governare non vuol dire aggredire chi ha un’opionione diversa

È inammissibile in un paese democratico l’aggressione feroce contro chi ha un’opinione diversa. Nemmeno è conveniente politicamente né elettoralmente difendere, spesso contro l’evidenza, chiunque faccia parte del governo. Non è questo il mandato dei cittadini che hanno preferito la destra agli altri. Non è questo il modo di tutelare la libertà e diritti di ognuno. Si possono criticare gli atti delle procure, ma bisogna consentire che vengano eseguiti. Tanto più quando è evidente, se non il reato, il conflitto di interessi con cui ci siamo imbattuti per trent’anni con Berlusconi, che, però, ebbe il consenso degli italiani. Dare sempre ragione ai propri correligionari è pericoloso quando aggredire chi la pensa in modo diverso. Sembra la vigilia dell’Italia di Salò. Ma allora c’erano di mezzo i nazisti. Oggi, ancora più grave, ci sono solo italiani che vorrebbero aggredirsi. E non è detto che, continuando così, non accada.

Troppe correnti pronte a governare per un posto nel Pd

Bonaccini non ha digerito la sconfitta e crea una sua corrente per cercare di dividere quel minimo potere che è rimasto al PD con la Schlein, che, però, fu eletta democraticamente dal popolo degli elettori. Un diritto a governare che lui disconosce. Mannaggia, almeno ci avesse pensato prima! Cottarelli non avrebbe rinunciato al suo seggio in Senato e altri non se ne sarebbero andati sbattendo la porta, tanto per apparire. Adesso la disgregazione del partito è completa.

Questo era il tassello che mancava per deludere altri simpatizzanti. Alla segretaria non rimane che rassegnarsi a dover combattere anche sul fronte interno, oltre che schivare gli insulti e l’odio degli avversari. Ancora i post comunisti a caccia dell’illusione di contare, come, del resto, i loro dirimpettai. Sempre più difficile per il PD prendere la piega liberale che i risultati elettorali in tutta Europa suggerirebbero. E per gli altri essere governanti anche di chi non la pensa come loro.

Si può governare un partito con il 20%?

A questo punto farebbe bene la segretaria a lasciare a Bonaccini un partito ormai sclerotizzato a un inutile 20 % e creare un nuovo soggetto che comprenda non solo la sinistra, superata dalle più evolute condizioni economiche del paese – ormai la miseria vera esiste solo in percentuale fisiologica – ma tutti coloro che, sono di destra, ma non sovranisti. Credo che siano in numero maggiore di quel che crediamo. E non essendo di sinistra votano per questa destra perché non hanno un’alternativa. Del resto, la politica è adeguamento alla realtà e alle indicazioni dell’elettore.

Non ci si può incaponire, come Bonaccini, contro la tendenza sociale. Ma ci vogliono altre spine dorsali, altre capacità. Se persino gli ebrei oggi sono di destra, vuol dire che la sinistra non è più funzionale perché non si è evoluta né si è adeguata alle nuove esigenze dell’elettorato. Ha fatto il suo tempo. Bisogna rassegnarsi alla realtà.

Ciò che sorprende in un partito che pretende di essere più adeguato dal punto di vista sociale e persino culturale è la scelta di personaggi così modesti destinati a governare un partito

Una ragazza in gamba, ma senza alcuna esperienza né cultura politica. E un uomo che non è neppure parlamentare, che ha accumulato nella carriera politica solo esperienze di politica locale. Per di più se avesse vinto la contesa con la Schlein, si sarebbe dovuto dimettere da governatore cedendo la presidenza della regione agli avversari che in questo momento sono sula cresta dell’onda. Come può un partito evolversi avendo questi modesti personaggi come maggiori esponenti. La politica è una cosa seria. Non l’abbiamo ridotta a lotta di potere, ma dalla qualità dei rappresentanti dipende il futuro dei nostri figli, di cui non sembriamo molto interessati. Tanto che votino per coloro con cui simpatizziamo, non per i migliori. I più temerari propongono come soluzione il cambio di nome, che è una specialità italiana.

Anziché risolvere i problemi li chiamiamo in modo diverso

Ora, infatti, i disabili sono diversamente abili, i ciechi ipovedenti, i sordi audiolesi. Gli abbiamo persino organizzato le paralimpiadi. Così gli risolviamo il problema della disabilità. Allo stesso modo abbiamo fatto evolvere i paesi che un tempo erano del terzo mondo. Adesso li chiamiamo in via di sviluppo. Solo raggirando i problemi noi italiani sappiamo risolverli. Un tempo si invocava qualcosa di sinistra. Oggi, non essendoci più il proletariato, che, grazie, alla sinistra si è evoluto, sono inutili i progressisti post comunisti. Gli operai di Mirafiori, seppure iscritti alla CGIL, sono di destra.

Eppure i post fascisti, che Almirante cercò di modernizzare adeguando il MSI al sistema democratico, trovano evidenti difficoltà a gestire il potere. Nemmeno loro si sono resi conto che, seppure in passato il loro sistema ha funzionato, ormai le condizioni sociali sono cambiate e la politica ispirata a quel tempo non è più adeguata. Il fascismo sopperì alla miseria, il comunismo abolì la servitù della gleba. Che funzione potrebbero avere al giorno d’oggi che quei problemi furono risolti? Però, c’è chi vuole riproporne il modello e imporcele. Li chiamiamo nostalgici. Ma, in realtà, si ostinano a non crescere.

Se nonostante la giovane età capisse la svolta potrebbe governare un partito guida

 Se la Schlein lo capisse – ma la giovane età non l’agevola – potrebbe imprimere alla politica una svolta che ci faccia diventare un paese guida in Europa e nel mondo, dove quelli più civili, responsabili e non così corrotti sono meno ancorati al passato. Ecco perché siamo gli ultimi. Anche la corruzione è un peso del passato. Come la mafia, la criminalità, l’evasione fiscale, il razzismo e tutti i pesi che ci portiamo dietro da anni, come il rancore, la tirchieria, il pettegolezzo, la presunzione. Che supremazia è dileggiare gli avversari politici? E’ stata vita quella di Messina Denaro, seppure sia riuscito a sfuggire per 30 anni all’arresto? Che potere ha avuto un uomo intelligente e dalla spiccata personalità come Riina e tanti altri che hanno terminato la loro vita in prigione? Se avessero sfruttato le loro capacità nella società civile, sarebbero emersi molto di più e vissuti meglio.

Sarebbero stati pure rispettati. Sarebbero stati più felici da ragionieri o da artigiani. Si sarebbero innamorati e creato una famiglia normale e goduto dell’affetto dei figli, che, invece li rinnegano, senza doversi vergognare e nascondere. Perché accumulare soldi evadendo le tasse e vivere nel continuo timore e nell’angoscia di essere scoperti? Che senso ha lasciare quattro miliardi esentasse a qualche erede, anziché aiutare milioni di persone a crescere in condizioni migliori? Esistono ancora i Rom che vivono nelle baracche e nel disagio continuò. Mentre la società crea sempre più conforti e diversivi. Continuano a mendicare, che è molto più faticoso che lavorare. 18 ore al giorno a tendere la mano, senza tregua né vacanze.

Assolviamo i figli anziché educarli

Noi giudichiamo e ci diamo tante arie, ma siamo come la mafia, come i Rom, come gli evasori fiscali, come i bulli a scuola, come gli stupratori, che fingiamo di biasimare. Assolviamo i figli qualsiasi reato commettano, anziché educarli. Perché siamo ci basta essere persone autorevoli e privilegiate. In realtà, viviamo ancora nei modelli del passato, quando era più conveniente vivere in questo modo per difenderci da chi ci prevaricava. Non siamo riusciti a evolverci e creare di nuovi modelli. Anzi, non ci abbiamo nemmeno provato.

Mentre la scienza progredisce fino all’intelligenza artificiale, noi siamo ancora post comunisti e post fascisti, no vax e negazionisti, sovranisti e populisti. Persino la letteratura conosce ed esalta il denaro e la violenza. La morale è solo religiosa. Per di più, anziché vergognarci, ci crediamo importanti. Condanniamo Putin che bombarda e distrugge l’Ucraina. Ma poi ci comportiamo come lui nei confronti degli avversari politici. Siamo ammiratori di Orban, che priva con la dittatura la sua gente della libertà. Vogliamo allearci con chi in Germania è nostalgico del nazionalsocialismo e del nazismo.

Governare non è assolvere i propri figli dagli errori

Le famiglie si dividono perché c’è chi la pensa in un modo e odia chi ha un’opinione diversa. Perché non si può ammirare un comunista o un fascista, pur non condividendone il pensiero. Uno dei più cari amici che ho avuto è Romano Mussolini. Basta non parlare di politica Se qualcuno riuscisse a capire che tutta l’Italia è indietro, non solo il PD e tutti gli altri, e creasse nuovi soggetti politici adeguati ai tempi che stiamo vivendo, consentirebbe a tutti di evolversi e adeguarsi alla libertà e all’opulenza di oggi. Tutto questo grazie alla discordia che Bonaccini semina e all’odio incontenibile che gli altri disseminano.

Dice Don Abbondio: la peste ha creato molti lutti e dolori, ma ha anche aggiustato tante situazioni. Non la rimpiangiamo ma non possiamo dirne male. Donzelli, Salvini e altri capiranno che l’odio è distruttivo. Se si vuole costruire è solo ritornando all’amicizia e alla solidarietà con cui si è ricostruita l’Italia dalle macerie della guerra. Il miracolo della vita non nasce dalla violenza, ma dall’amore. Lo stesso accade nella società, che è la proiezione di ciò che avviene tra uomo e donna.

Bisogna saper governare anche i social per farne buon uso

Allo stesso modo, non solo in politica, ma anche sulle piattaforme sociali, anziché insulti e maledizioni, nascerebbe tolleranza e cultura, che rendono le persone migliori, in grado di sfruttare la longevità che il progresso scientifico oggi ci consente. Nel dopoguerra a dare prova di democrazia e sviluppo sociale cominciò proprio la magistratura, che ora vogliamo mettere a tacere, che si dimostrò subito libera e al di sopra delle parti. A riprova riporto un significativo racconto di Carlo Giovetti, giornalista di grande spessore culturale e mio grande amico, critico teatrale del Giorno di Gaetano Baldacci – allora i lettori andavano a teatro e si informavano sulle novità – sui suoi genitori.

Probabilmente ce ne sono anche oggi altrettanto probi. Il padre era pretore in una cittadina in provincia di Modena. Custodiva nel giardino di casa una refurtiva di derrate alimentari che i carabinieri avevano sequestrato e non sapevano dove mettere, essendo stata la caserma bombardata e la loro sede provvisoria in un vecchio camioncino. Erano tempi difficili per tutti. Il giorno del processo il marito chiese alla moglie che fine avesse fatto quella refurtiva. L’ho data da mangiare alle galline prima che ammuffisse, disse la donna. Non avresti dovuto, non era roba nostra, fu la sentenza del marito. Sei stata incauta e purtroppo dovrò denunciarti per appropriazione indebita. Però, hai delle attenuanti e sono certo che il collega che ti giudicherà sarà comprensivo e clemente. Allora Nordio era ancora in fasce e non poteva nuocere.

Un esempio non tanto lontano per capire un fatto alquanto moderno

Scandalizza il Congresso degli Stati Uniti la scoperta che le banche svizzere custodiscono il denaro che Putin e gli oligarchi russi hanno depredato. Non era difficile immaginare dove i complici della dittatura nascondessero il frutto delle loro razzie. Era in Svizzera che i criminali nazisti depositavano i soldi usurpati agli ebrei. Perché gli eredi di quei banchieri dovrebbero essersi redenti? La società peggiora ogni giorno di più. La finanza in testa.

Il clima non è di destra o di sinistra

Mentre Milano si dispera sotto temporali devastanti – anche una ragazza di 16 anni uccisa dalla caduta di un albero sulla tenda in cui dormiva – e il sud brucia, c’è chi nega che il tempo sia impazzito. Perché anche il clima è classificato di destra o di sinistra. Invece, è soprattutto ridicolo. C’è, infatti chi accusa la sinistra di demonizzare il riscaldamento globale. Mentre a Palermo, come ogni anno, si approfitta del caldo per appiccare incendi e attribuirli all’autocombustione che non esiste. Migliaia di ettari di boschi in fumo e quattro morti. Lo Scirocco, vento che porta la sabbia dal deserto, alimenta le fiamme che adesso lambiscono l’abitato. Una criminalità sistematica sta danneggiando la Sicilia più della mafia, come pure Calabria, Puglia e Sardegna. A distruggere si comincia sempre dal Sud.

Dovrebbero intervenire i servizi segreti per scoprire mandanti e autori degli incendi, che noi attribuiamo al caldo

Ma tutti i governi hanno sempre sottovalutato il problema. Persino questo che dovrebbe essere meno permissivo. Sono 23 i focolai nel meridione non si riesce mai a prendere il piromane in fragrante. Continua l’aumento del prezzo della benzina, come ogni anno, come con i precedenti governi, che la destra criticava quando era all’opposizione. È vero che il mercato è libero, ma l’autorità per la concorrenza dovrebbe individuare l’illecito delle compagnie petrolifere che si mettono d’accordo per aumentare ed equiparare i prezzi. Col costo del carburante aumentano pure le accise che la Premier denunciava come abuso quando a governare erano gli altri. I consumatori, molti dei quali non pagano le tasse, sono rassegnati a subire l’abuso che pareggia il loro. La protesta non fa parte del costume italiano. Siamo piagnucolosi ma non reagiamo.

Quella madre e quella figlia morte nel deserto. Governare è anche questo?

La foto raccapricciante della morte atroce di una donna deportata nel deserto assieme alla figlioletta sta facendo il giro del web. Mostra come il presidente tunisino Saïed risolve per noi il problema delle partenze per l’Italia. La Premier Meloni vuole giustamente limitare l’arrivo di chi non ha diritto di ospitalità e per trovare il consenso dei cittadini dice di volere interrompere la tratta di esseri umani compiuta dagli scafisti. Che sono solo complici di emigrazione abusiva, non di deportazione. Erano mercanti di esseri umani gli europei, che, con la complicità dei colonizzatori, deportarono per due secoli intere popolazioni dall’Africa agli Stati Uniti, creando la schiavitù che durò fino a qualche giorno fa, al 18 dicembre 1965. Solo allora fu approvato il tredicesimo emendamento della Costituzione USA che liberava dalle vessazioni gli afroamericani che per ottenere il pieno godimento dei diritti civili dovettero attendere a lungo tra gli incidenti e i lutti. Gli scafisti, sono complici dell’emigrazione clandestina e illegale.

La povera gente scappa dai paesi in guerra o in stato di carestia, come faremmo anche noi, e gli scafisti ne approfittano per lucrare sulle disgrazie. Ma non sono trafficanti di esseri umani perché non costringono nessuno a partire. Quando sbarcano in Italia – se sbarcano, perché anche loro, come molti migranti, annegano nella traversata – non li consegnano a nessuno che li schiavizzi. Quindi, tratta è un termine improprio che intende tramettere un messaggio inadeguato alla lealtà di un governo democratico. Conviene misurare i termini per distinguerci da Putin che, come noi chiamiamo trafficanti di esseri umani gli scafisti, chiama operazione speciale l’aggressione militare in Ucraina, che è una guerra in piena regola. Non bisogna imitare i dittatori che mentendo difendono un potere usurpato.

Governare significa fare le scelte giuste

La Francia non è stata invitata a Roma alla conferenza internazionale dei paesi a sud del Mediterraneo perché non è di prima accoglienza né a Sud. Però, è il paese che ha maggiore influenza sui paesi africani e avrebbe dato lustro al convegno. In molti paesi africani la valuta comune è il Franco CFA, acronimo di Comunità Finanziaria Africana. L’Italia vuole diventare un paese centrale in Europa per le questioni che interessano il Mediterraneo, quindi, in primo piano l’emigrazione e anche l’energia con cui sostituire quella che compriamo dalla Russia. Ma governare significa anche scegliere chi deve e partecipare a certi incontri. E non basarsi sull’istinto. In questa prospettiva abbiamo tenuto lontana la Francia perché non vogliamo competitori più autorevoli. Tanto, al nostro fianco abbiamo da un po’ di tempo Ursula von der Leyen, non perché ci stimi particolarmente, ma perché secondo lei l’alleanza con l’Italia può favorire la sua rielezione alla guida dell’Europa, che, dopo il flop di Vox in Spagna, è molto probabile perché escluderebbe il successo di una coalizione di destra.

Nonostante la complicità della Presidente tedesca, l’accordo con la Tunisia ha suscitato molte critiche, persino dal Papa all’Angelus, per il comportamento criminale di quelle autorità che condannano centinaia di migranti a morire nel deserto per proteggere le nostre frontiere. Ma la nostra Premier ai problemi negativi non ha voluto pensare. L’interessante che gli sbarchi diminuiscano. Perché, come dice bene Zaia, l’emigrazione è una prova di efficienza del governo. Allora, meglio essere giudicai spietati che inefficienti? Pazienza se i metodi sono crudeli. Non ci si può intromettere nei comportamenti degli altri paesi, anche se siamo noi a istigarli. Comunque Meloni è stata la protagonista assoluta durante tutto il convegno. Grandi strette di mano ma non molti abbracci né baci.

A Zaki conviene rimanere in Italia

Se intende continuare a occuparsi di diritti umani, se chiede la grazia anche per chi è detenuto per reati di opinione, se si augura giustizia per Regeni. Chissà se finalmente ha capito che questi diritti non sono compatibili con la dittatura egiziana, né con altri regimi analoghi con cui noi da un po’ di tempo simpatizziamo. Non può neppure più contare sulla diplomazia italiana, avendo offeso la Premier per essersi rifiutato di usare il volo di stato e di posare in foto con lei. Ormai è considerato peggio di uno di sinistra, dove si colloca tutto ciò che di negativo si immagina, quindi figuriamoci i diritti umani. Si comporti bene anche da noi, se vuole rimanerci, ora che il suo permesso di soggiorno è in bilico. Gli eroi hanno spazio solo nei paesi liberi. Chi si batte per i diritti nelle dittature è un pazzo o un idiota. La Spagna ci ha ripensato e, contrariamente ai risultati delle regionali di qualche mese fa e alle previsioni dei sondaggi, non c’è stato il previsto boom dell’ultra destra per cui erano state indette elezioni anticipate.

Governare è anche guardare al di là dei propri confini

Anzi, Vox, di cui la nostra Premier è grande sostenitrice, ha addirittura quasi dimezzato i seggi in parlamento, mentre popolari e socialisti, che erano dati per sconfitti, li hanno aumentati. È un’analoga replica della crisi creata in Italia per governare da Salvini nel 2019, che, non contento di essere ministro dell’Interno, credeva di ottenere poteri assoluti con le elezioni anticipate, invece, rimase per quattro anni all’opposizione. La storia non è più magistra vitæ, l’esperienza non insegna più nulla. C’è troppa ambizione di potere e, quindi, presunzione e arroganza. Questa volta è toccato agli spagnoli. Intanto, mentre si cerca di andare incontro a chi non paga le tasse, si scopre che il 70% delle partite Iva non paga l’Irpef e molti nemmeno l’Iva che hanno incassato dai consumatori. A Genova è stato smascherato un multimilionario che risultava nullatenente seppure vivesse in un attico di lusso in pieno centro a Genova e si spostasse su auto da un milione di euro. Per enfatizzare la sua povertà e nascondere il suo patrimonio, ebbe la sfacciataggine di chiedere il bonus spesa. Questi miserabili parassiti sono migliaia in Italia. Chi se li fa amici governerà per decine di anni, seppure con la coscienza sporca di cui vergognarsi con i propri figli. Ma può un paese – mi chiedo e vi chi

Tags: accordo con la TunisiaassoluzioneBanche SvizzerecalabriacgilclimaComunità Finanziaria Africanaconferenza internazionale dei paesi a sud del MediterraneoCongresso degli Stati UnitiDon Abbondiodon ciottieducazioneegittofigliFranciaFranco CFAGaetano BaldacciGiornogovernaregrandinateincendimaltempoMessina DenaroMirafioripiattaforme socialipugliaputinrimproveroriscaldamento globaleRomano MussolinisalvinisardegnasavianoSchleinsocialUrsula Von der Leyenzaki
Roberto Tumbarello

Roberto Tumbarello

Giornalista, laureato in Giurisprudenza. Per tanti anni portavoce in Italia del Consiglio d’Europa, è esperto in Comunicazione e Diritti umani.

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