“Il mondo salvato dai ragazzini” è il tema che ha animato quest’anno uno degli eventi culturali italiani più importanti: il Salone Internazionale del Libro di Torino. Un calendario strepitoso che ha coinvolto Premi Nobel, grandi scrittori internazionali, il mondo della musica e dello sport. Alcune firme eccellenti brillano anche nel medagliere di questa settimana che si avvale di alcune novità significative.
Andiamo alla Lovat

Entriamo subito nella nostra fantastica Libreria Lovat sempre aperta agli incontri tra il pubblico e gli autori grazie alle sedi a Villorba (Treviso) e Trieste.
Ecco la classifica settimanale elaborata con i primi dieci titoli, una fotografia puntuale su orientamento e preferenze
- Dalla Zorza – Io sono Adele – Marsilio
- Carrère – Kolchoz – Adelphi
- Littizzetto – Il tempo del la la la – Mondadori
- Galiano – Il cuore non va a dormire – Einaudi
- De Gregorio – La cura – Einaudi
- Pitzorno – La sonnambula – Bompiani
- Veltroni – Il bar di Cinecittà – Harper Collins
- Knapp – Tre nomi – Garzanti
- Pera Toons – Il gioco delle risate – Tunuè
- Rovelli – La cattiva coscienza dei fisici – Solferino
La novità di metà maggio porta una ventata di eleganza e raffinatezza

Torna nel medagliere balzando subito al primo posto, Csaba dalla Zorza: Io sono Adele (Marsilio). L’autrice nella scorsa stagione ha padroneggiato le classifiche per molto tempo grazie al suo romanzo d’esordio, La governante. Csaba dalla Zorza è considerata autentica portavoce del savoir vivre. Molto seguita per le fortunate serie TV, le piattaforme digitali e i programmi cult come Cortesie per gli Ospiti. Ha realizzato molti libri di cucina e lifestyle partecipando nel 1988 anche a Miss Italia. Una biografia romanzesca la sua, sin dal nome. È nata a Milano da madre toscana e padre veneziano grande ammiratore del ciclista ungherese Csaba Szekeres. Convinto che avrebbe avuto un figlio maschio, scelse proprio il nome Csaba per il nascituro. Io sono Adele narra le sfide intime e private di una donna alla ricerca di sé stessa in una stagione delicata e particolare dell’età, sessant’anni. Secondo i luoghi comuni questo dovrebbero essere un momento di bilanci, ma le prospettive potrebbero cambiare aprendo infinite opportunità, svelando un percorso dominato da straordinarie scoperte e segreti.
Il 15 maggio è stato ospite al Salone del libro di Torino con il suo nuovo romanzo che è un omaggio infinito alla madre

Sempre sul podio al secondo posto un virtuoso protagonista della scena internazionale: Emmanuel Carrère: Kolchoz (Adelphi). Lo scrittore, regista, sceneggiatore, nato a Parigi nel 1957 è stato presentato da Concita De Gregorio anche lei in classifica questa settimana. Al centro della narrazione di Kolchoz una figura femminile cosmopolita di primo piano. Carrère è figlio di Hélène Carrère d’Encausse, scomparsa nel 2023. Storica e politica, membro dell’Académie francaise con padre georgiano e madre di origine russo-tedesca. È la protagonista tanto amata di queste pagine pervase da una stupefacente narrazione familiare. Dall’infanzia dello scrittore, al ritratto appassionato della madre. Una vita che sembra un romanzo.
Le novità inaspettate che possono sconfiggere paure e grandi delusioni

Anche questa settimana troviamo nel medagliere l’ultimo lavoro di Luciana Littizzetto: Il tempo del la la la (Mondadori). Tre donne, un caffè nel bar di fiducia e una chat, incipit di una storia che l’autrice torinese ambienta proprio nella sua città. Le protagoniste del racconto sono Lola, Maura e Ida. Problematiche diverse e al tempo stesso universali come l’incalzare dell’età, un matrimonio ormai spento, i sogni mai realizzati. Luciana Littizzetto grazie alla sua celebre ironia riesce a dare voce a tre storie luminose e incisive, armonizzando leggerezza e profonde emozioni.
E mentre il professor Galiano continua a brillare nelle classifiche dei libri più amati grazie al suo ultimo lavoro Il cuore non va a dormire (Einaudi), noi andiamo a scoprire un’altra novità
Per affrontare il dolore servono bellezza e leggerezza

Potremmo sintetizzare così il nuovo romanzo di Concita De Gregorio: La cura (Einaudi). Tra queste pagine una riflessione piena di umanità dove l’autrice spiega in modo illuminato che prendersi cura degli altri è l’unico modo per curare anche noi stessi. L’incipit è un giorno di agosto, quando una donna si appresta a lasciare la famiglia, per far fronte alla malattia. Così lascia un foglio di istruzioni ai figli in modo che possano trovare tutto quello che non trovano mai, ad esempio i doposci, anche se agosto non è certo la stagione adatta per questa necessità. Ma lei non sa quanto starà via, quando potrà tornare. Concita De Gregorio riesce a sconfiggere ogni stereotipo legato alla malattia con una narrazione emozionante, ironica e ricca di aneddoti strepitosi. Volto molto noto al grande pubblico, ideatrice e conduttrice di programmi televisivi e radiofonici, per anni si è occupata di cronaca politica, dal processo Andreotti al G8 di Genova, seguendo tutte le più importanti vicende internazionali.
Un racconto affascinante mette in luce la fabbrica dei sogni, universalmente nota come la Hollywood sul Tevere

Torna in classifica un portavoce di spessore della cultura italiana, Walter Veltroni: Il bar di Cinecittà (Harper Collins). Affresco storico familiare e invenzione letteraria ambientato nel magico mondo di Cinecittà. Il protagonista Giovanni Diotallevi ha solo sedici anni quando scopre di aver ottenuto un colloquio di lavoro con un gerarca importante. Dovrà servire ai tavoli in un luogo che verrà inaugurato a breve sulla Tuscolana, quella futura metropoli del cinema che incanterà tutto il mondo. In una fredda mattina del 1937 Giovanni prende la sua bicicletta e arriva in quella che diventerà Cinecittà. Una vita piena di emozioni la sua, amico di Mastroianni e Fellini, testimone del passaggio di grandi star nazionali e internazionali. Un percorso lungo e straordinario sino alla crisi causata dall’avvento della televisione. Walter Veltroni è nato a Roma nel 1955. È stato Sindaco di Roma, direttore dell’Unità, ministro e segretario del PD. Figlio di un celebre dirigente Rai morto quando Walter era bambino, si è diplomato presso l’Istituto di studi cinematografici e televisivi. La conoscenza profonda di questo mondo culturale aggiunge spessore ai suoi romanzi caratterizzati dall’armonia tra perfetta ricerca storica e singolare capacità narrativa.
Ci sono atomiche sufficienti a bruciare viva l’umanità, e stiamo litigando

Dovremmo tutti tenere ben presente questa citazione che è il sottotitolo di un saggio molto importante. In un mondo destabilizzato da nuove guerre e conflitti ecco il nuovo lavoro di Carlo Rovelli: La Cattiva Coscienza dei Fisici (Solferino). Il celebre fisico, saggista e divulgatore scientifico, lancia l’allarme sulla minaccia atomica e sulle responsabilità della scienza e della politica così impegnata a favorire lo sviluppo di nuovi armamenti esautorando il ruolo primario del dialogo e della diplomazia. Basta sfogliare queste pagine per capire le insidie che stiamo vivendo. Tutto inizia negli anni Trenta, in un laboratorio di Roma e la scoperta di un’arma devastante, la bomba atomica. La corsa al riarmo dei giorni nostri prelude indubbiamente alla catastrofe nucleare. Il saggio di Rovelli ripercorre quasi cento anni cruciali, passando attraverso i momenti più drammatici come i bombardamenti americani su Hiroshima e Nagasaki con oltre 200.000 morti. Conoscere la storia può alimentare in noi l’impegno perché tutto questo orrore non si ripeta. Con la speranza di non sentire mai più una frase del tipo si vis pacem para bellum.
Buona lettura!







































Dott.ssa Elisabetta anche questa settimana, insieme alle librerie Lovat, ci propone delle novità interessanti. Prima di tutto vedere prima in classifica Csaba dalla Zorza potrebbe significare che il lettore desidera condividere questo modello, dove la regola della formalità sembra prevalere sul contenuto. Csaba dalla Zorza è perfetta anche nel vestire, nel mangiare, nella cura della persona e non solo nell’allestimento della tavola, della casa o dei comportamenti tenuti in ambienti e in orari diversi. L’autrice ha studiato in Francia e guardando i suoi programmi televisivi sembra rimpiangere un vissuto nell’alta borghesia e nella nobiltà francese. Immagino che il libro Io sono Adele sia il prolungamento della Governante. In questi libri agiscono due personaggi centrali nella gestione di una casa e delle sue pregiate suppellettili. Perchè <> come in televisione, allora un bel romanzo di fantasia ci permette di vivere una seconda vita accanto alle cose belle e ben organizzate. Rispondere ad un annuncio di lavoro a sessant’anni, andare nella campagna francese, entrare in una casa nobile, occuparsi prima delle suppellettili e poi delle persone che la abitano. La riscoperta di vasellame, di ceramiche, di porcellane prestigiose, il loro uso, porterà felicità in quella casa una volta polverosa e annoiata. Csaba Dalla Zorza è una bellissima Signora, mi sarei aspettato che a sessant’anni nascesse un nuovo amore, invece sembra che la gioia e il piacere di vita derivino dalla cura della casa e delle persone che la abitano, dove finalmente tutti saranno felici. Mi chiedo se dia più felicità un bacio audace, anche clandestino, oppure una porcellana di Sèvres con accanto un coltello appropriato con la la lama girata verso l’interno?