“E così sia: ma io credo con altrettanta forza in tutto il mio nulla, perciò non ti ho perduto o, più ti perdo e più ti perdi, più mi sei simile, più m’avvicini.” Andrea Zanzotto. Nasceva il 10 ottobre del 1921 a Pieve di Soligo un poeta universale, icona letteraria del Novecento. Questo è l’anno del centenario di Andrea Zanzotto e sono molte le iniziative per celebrarlo. Un mese che contraddistingue la sua nascita e anche la scomparsa, il 18 ottobre 2011. Aveva appena compiuto novant’anni.
Con i suoi versi indimenticabili abbiamo aperto la classifica della settimana

Difficile raccogliere in un frammento la sua lunga e prolifica avventura poetica, basti pensare che nel 1950 quando vinse il premio San Babila per la sezione inediti, la giuria era composta da Montale, Quasimodo e Ungaretti.
Il poeta intellettuale e antifascista

Intellettuale antifascista partecipa attivamente alla Resistenza veneta occupandosi anche di stampa e propaganda. La sua fu una poesia d’avanguardia, ma anche molto lirica ed evocativa. Zanzotto amava e studiava molto il suono delle parole: “provavo qualcosa di infinitamente dolce ascoltando cantilene, filastrocche, strofette…non in quanto cantate, ma in quanto pronunciate o anche semplicemente dette, in relazione a un’armonia legata proprio al funzionamento stesso del linguaggio.” Da appassionata di cinema voglio anche ricordare la sua collaborazione con Federico Fellini: Il Casanova, La città delle donne, E la nave va ( per me capolavoro assoluto).
La classifica

Ma è tempo di entrare in libreria per vedere insieme la classifica dei titoli più amati dai lettori in questa settimana di ottobre, grazie all’elaborazione della Libreria Lovat con sede a Villorba (Treviso) e Trieste.
- Perrin – Cambiare l’acqua ai fiori – E/O
- Vallejo – Papyrus – Bompiani
- Miller – Circe – Marsilio
- Genovesi – Il calamaro gigante – Feltrinelli
- Rampini – Fermare Pechino – Mondadori
- Perrin – Tre – E/O
- Tuti – Fiore di roccia – Longanesi
- Molesini – Il rogo della Repubblica – Sellerio
- Caminito – L’acqua del lago non è mai dolce – Bompiani
- Miller – La canzone di Achille – Marsilio
Il mistero di Perrin

Molti cercano una risposta al clamoroso successo di Valérie Perrin. “Cambiare l’acqua ai fiori” (E/O), è ancora in vetta alla classifica. E’ stato il lockdown o come lo definiscono in Francia “le confinement” a farci appassionare ad una storia ambientata in un cimitero? La protagonista è una guardiana di cimitero e parla con i morti portandoli magicamente con le loro storie nel mondo dei vivi. La pandemia ha influenzato le nostre scelte letterarie o semplicemente si tratta di un libro molto ben scritto?
Non è un romanzo ma è un libro sulla storia dei libri
Seconda posizione per un saggio meraviglioso: “Papyrus. L’infinito in un giunco”, (Bompiani) di Irene Vallejo filologa e scrittrice spagnola. “I libri sono figli degli alberi, che sono stati la prima casa della nostra specie”, ha scritto l’autrice. Da non perdere per chi ama la storia e gli aneddoti sul mondo della lettura dalle origini ai giorni nostri.

In classifica c’è ancora Madeline Miller, l’autrice di Boston sta scalando le classifiche mondiali grazie al raffinato e originale racconto dei miti classici: “Circe” (Marsilio).
Genovesi ospite alla Lovat con il suo Calamaro

“Il calamaro gigante” di Fabio Genovesi che è stato anche ospite recentemente della Libreria Lovat mantiene un posto privilegiato nel gradimento dei lettori, appassionati da questa vicenda che possiamo definire una traversata oceanica per sognatori universali. Chissà se i suoi enormi tentacoli potranno contrastare la Cina che avanza prepotentemente.
La Cina che avanza
Certo la classifica sta premiando l’ultima fatica di Federico Rampini, giornalista e scrittore molto noto e apprezzato dal grande pubblico: “Fermare Pechino” (Mondadori), un sottotitolo eloquente: Capire la Cina per salvare l’Occidente. Viaggio nel grande paradosso di una sfida planetaria. Una faccia della Cina troppo nascosta e inquietante, che l’élite occidentale ha deciso di non vedere.
Il fiore di roccia
Ilaria Tuti con il suo splendido “Fiore di roccia” (Longanesi) celebra il coraggio e la resistenza delle donne nel periodo tragico della Prima Guerra Mondiale raccontando una pagina di storia poco conosciuta ma molto importante. Donne pronte a sacrificarsi per aiutare i militari al fronte.
Due Campielli in classifica
Nel medagliere, affiancati due autori che hanno vinto il Premio Campiello: Andrea Molesini “Il rogo della Repubblica”(Sellerio) un romanzo che arriva direttamente al cuore del pubblico grazie alla potenza della storia e alla scrittura sapiente di Molesini, vincitore del Campiello nel 2011.
Chiudiamo in bellezza con la vincitrice dell’edizione 2021: Giulia Caminito “L’acqua del lago non è mai dolce” (Bompiani). Un premio ben meritato che la scrittrice con grande sensibilità ha dedicato a tutte le donne sperando che possano sempre leggere e scrivere ovunque.
Auspicio bellissimo, buona lettura!








































Dott.ssa Elisabetta, proprio in questi giorni ho scritto un biglietto in ricordo di un tenore che abitava a Col San Martino che è una frazione di Farra di Soligo, in provincia di Treviso, probabilmente un paese vicino a quello di nascita di Andrea Zanzotto. Si vede che è una terra fertile non solo per il vino e il prosecco, ma anche per altre arti. <>, quindi era vicino nel linguaggio, nel suono, al tenore Angelo Mori. Immagino che Valérie Perrin ci trasmetta il fascino che si prova attraversando i viali dei cimiteri monumentali, dove tutte le tombe, seppure vecchie o antiche, curate o dismesse, ci trasmettono qualcosa di importante sul tempo trascorso e sui persone accolte. Amando anche lo studio dei fenomeni economici ed antropologici credo che i due testi sulla Cina di Fabio Genovesi e di Federico Rampini siano i libri che acquisterei passando dalla fornita Libreria Lovat. Grazie per l’aggiornamento chiaro e stimolante.