Le lacrime a fine partita di Silvio Baldini, tecnico dell’Under 21 azzurra, sono state l’immagine più bella delle tre settimane dedicate alle Nazionali che hanno segnato questo inizio d’autunno pallonaro. Lacrime ci vorrebbero in verità per la tragicomica conclusione del “caso Figc”, con Giovanni Malagò chiamato a commissariare se stesso e poi a presentarsi, unico candidato, per succedere a se stesso alla presidenza: solo l’Italia è in grado di mettere in scena commedie di questo tipo.
I risultati dei “grandi” che ora fanno da chioccia agli Under
Ma restiamo al calcio giocato con le 4 partite di Nations League dei “grandi” e le 2 di qualificazione europea degli Azzurrini. L’elemento che salta agli occhi è la presenza, finalmente non più marginale, di tanti giovani e la conferma che i talenti si vanno a scovare anche all’estero – come auspicammo in tempi non sospetti (https://www.enordest.it/2026/04/12/senza-mondiale-ma-il-nuovo-non-avanza/) – e sono non più oriundi ovvero nati all’estero da genitori di originio italiane, ma proprio nati nel Belpaese in famiglie di origini straniere.
Quegli Under che si sono messi il luce con i più grandi

Nella Nazionale maggiore hanno sorpreso in positivo i tre 22enni Kayode (nato a Brescia), Zoma (nato a Merate) e Doumbia (ex Venezia, nato a Treviglio), il 20enne italo-svizzero Romano, ma si dice un gran bene anche dei due 18enni Ahanor e Inacio che erano alla prima convocazione. A questi sei giovani talenti multietnici si sommano i fratelli Pio e Seba Esposito (21 e 24 anni), il 23enne Vergara – tutti campani della provincia di Napoli come peraltro capitan Donnarumma – e anche il 24enne Daniel Maldini. Insomma una decina di ragazzi come base per la ripartenza del nostro calcio. Visti i buoni risultati di 3 partite su 4 c’è da essere ottimisti.
Under 21, fucina di talenti alla fase finale degli Europei da testa di serie
Ma veniamo alle note positive arrivate dalla Under 21 che è ancora più multietnica. Il 68enne ct toscano Silvio Baldini – lo scorso giugno ottimo traghettatore per due partite in Nazionale maggiore – non ha trattenuto la commozione al termine dello show dei suoi contro la Polonia (uno spettacolare 6-2) , immortalato mentre si toglieva gli occhiali per asciugarsi il volto rigato dal pianto. Ma erano lacrime di gioia davanti a tanta bellezza e con i suoi ragazzi che lo abbracciavano saltellando. Gli Azzurrini dovevano battere i polacchi che erano in testa alla classifica imbattuti (9 successi su 9 partite) e dovevamo farlo con almeno 2 gol di scarto. Ndour & soci ne hanno fatti 6.
Cher Ndour guida i ragazzi terribili dell’Under 21
E proprio il capitano Cher Ndour, nato a Brescia 22 anni fa da padre senegalese e madre italiana, è stato il mattatore dell’incontro: al 27’ ha inzuccato di precisione per il 2-0 e al 54’ ha regalato all’Italia un gol da antologia. Recupero palla appena fuori dalla nostra area, si aggiusta il pallone in corsa mentre si coordina e lascia partire un destro potente e precisissimo: la parabola di oltre 70 metri si insacca alle spalle dell’incredulo portiere polacco uscito poco fuori dalla sua area visto che il pallone era nell’altro «emisfero», distante quindi 90 metri.
Veniamo al capolavoro dell’Under 21 di Baldini
Ma ricordiamo tutta la squadra schierata da Baldini che anche in questo caso fa da vetrina per molti ragazzi nati in Italia da genitori stranieri: Palmisani (Frosinone) in porta, i 4 difensori in linea da sinistra a destra: Ahanor (rientrato apposta dalla Nazionale maggiore), Comuzzo, Chiarodia e Bartesaghi; i 4 centrocampisti Pisilli, Faticanti (poi Lipani dal 56’), appunto capitan Ndour e Liberali (poi Fini); quindi le due punte Cisse (poi Camarda) e Koleosho autore del primo gol al 16’ (poi Cherubini). Quest’ultimo, 22enne italo-americano che gioca nel Paris Fc, e il 19enne rossonero Cissè – nato a Treviso da una famiglia della Guinea – sono ormai certezze alle porte della Nazionale maggiore. Mancini non ha paura ad affidarsi ai giovani come fece del resto con il 18enne Balotelli prima all’Inter e poi anche in Premier quando allenava il City.
Le Under 23 delle 4 “grandi” con in arrivo anche la Roma

Un forte impulso all’utilizzo di giovani è venuto dalle cosiddette “squadre B” che le società di serie A possono schierare nel campionati minori: devono essere Under 23 (con al massimo 2 fuoriquota) e con il divieto di giocare nella stessa categoria. Al momento sono 4, ma pure la Roma ha annunciato l’iscrizione dei suoi Under dal prossimo campionato. Nel girone A della serie C gioca la Juventus Next Gen, capostipite del progetto, iscritta appunto in C dal 2018, poi l’Atalanta Under 23 inserita nel girone B e infine l’Inter U23 creata nel 2025 che gioca nel girone C e utilizza l’impianto di Monza per le partite interne. Quindi chiude il quartetto il Milan Futuro, la seconda squadra rossonera, che milita però in Serie D dopo la retrocessione dello scorso campionato.
Dalle Under 23 nascono anche talenti. Uno su tutti Alain Thao

Lunga la schiera di talenti Under 23 che gravitano ormai anche nella rosa della prima squadra: da citare da ultimo il portiere titolare dell’Inter U23, Alain Thao, che è albanese ed è appena stato convocato in Nazionale maggiore dal ct delle Aquile, il trentino Rolando Maran.
Non resta che augurarsi un seguito di questi segnali di speranza: i campionati ripresi ieri non deludano le aspettative.














































































