Viviamo in piena era e tempesta digitale. Riassumendo. Nel 1986 arrivano i primi telefonini in Italia, oggi siamo tutti incollati e parliamo da soli a voce alta per strada, esternando i fatti nostri privati. Ad un bambino – lo ammettono i genitori – oggi come oggi – il castigo più grande e imperdonabile è togliere per un giorno il cellulare. E non il classico: a letto senza cena! E sono passati 40 anni. Mentre giusto 20 anni fa Mark Zuckerberg si inventava FB, ovvero Facebook, tradotto “libro-faccia”. Nel 2008 tutti gli italiani, o quasi, dai sei anni al secolo, lo cominciano ad usare. E via con le chat, i forum, le bacheche digitali. Gli eroi dei nostri giorni sono gli YouTuber e i Tik Tokers. Manuel Mercuri, un anonimo romano di 38 anni è diventato una celebrità con 22 milioni di followers, mentre la giovanissima Elisa Maino, trentina, 23 anni, parlando e sorridendo in brevi video chat, è arrivata a 6,5 milioni di seguaci.
Se la notizia viaggia tra Tik tokers e social network


Faccio queste riflessioni dopo essere diventato succube di due fatti di cronaca nazionale con milioni di followers-schiavi. Il caso Garlasco e il caso Ranucci-Lavitola con la bomba d’amore. Due casi tristemente giudiziari. La cosa che mi sconvolge di più è che milioni di anonimi italiani si permettono, grazie a face-book, di dire la loro opinione e di offendere, se non diffamare. Si sentono protagonisti dentro la loro misera casetta-web. Ebbene, scorrendo rapidamente tra Stasi, Sempio, avvocati, generali, giudici, oppure tra semplici amici e nemici del conduttore di Report, noto che la stragrande maggioranza degli italiani, non sa scrivere correttamente in italiano. Errori banali ortografici (tipo: “ma il giudicie è ceco?…”), grammaticali: con “a”, senza acca, ma usato come verbo; offese sui difetti fisici (tipo: “la nana pescivendola”, oppure “ciociara”, come fosse un’offesa. Mentre il giornalista, bersagliato da milioni di haters è un povero “latin-lover senza collo, cane bassotto”…). Solo per citare alcune offese. Ma sta a voi indovinare i nomi.
Ora uno studio romano di avvocati, ha messo su una società dal titolo emblematico

Antihater Srl, e pare che lo studio penale abbia un grande successo, tanto che perfino Sigfrido Ranucci, bersagliato da migliaia di offese, ha pensato di denunciare per diffamazione e chiedere 4 mila euro ad un pensionato di 76 anni, perché ha scritto: “Siete solo dei poveri comunisti”. Insomma ne vedremo delle belle.
Tik tokers dov’erano davanti Pacciani o Tortora? Per fortuna ancora non c’erano


I grandi casi giudiziari, od errori del secolo scorso hanno fatto pagare allo Stato italiano, qualcosa come un miliardo di euro. Per fortuna non c’era ancora fb. Ma chi all’epoca non discuteva al bar o in piazza del mostro di Firenze, tra il 1968 e il 1985? Con otto giovani coppie uccise in tenda nei boschi. E poi i famosi compagni di merende? Pietro Pacciani, morto in carcere con processo d’appello annullato. Oppure il caso Tortora, tra il 1983 e 1987. Accusato di associazione camorristica, traffico di droga. Arrestato in diretta tv con tanto di manette, per poi scoprire che pregiudicati mafiosi, si erano inventati tutto.
Dunque, dove eravamo rimasti? Un caso tra i tanti

Continuiamo con i casi stra-cult. L’omicidio di via Poma, Emanuela Orlandi, cittadina vaticana, sparita nel nulla. Il caso Yara in provincia di Bergamo. Cogne nel 2002, la strage di Erba, in provincia di Como, con quattro morti e un ferito grave. Siamo nel 2006, ma ancora oggi se ne parla. L’uccisione della studentessa Meredith Kercker del 2007. Tutti fatti di cronaca nera che hanno ancora richiami di memoria collettiva. Ha fatto molto clamore anche il caso Beniamino Zuncheddu, oggi 62enne, 33 anni di carcere per triplice omicidio, poi innocente dopo gli accertamenti. “Sono durati solo 33 anni”- dirà ironicamente Zuncheddu, dopo la proiezione di “Zustissia”, il film a lui dedicato. Come ha fatto a sopravvivere?: “Con la fede e la speranza”. E poi i casi nazionali di Giuseppe Gullotta (in carcere e dal 1976 al 2012), Angelo Massaro (1995-2012).
Tutti questi errori, citati velocemente, senza calcolare quello che ci combineranno i Tik tokers, gli influencer e l’intelligenza artificiale.












































































