Paolo Favaretto, titolare della “Carrozzeria Moderna” a Mestre e patron del Mirano Summer Festival, denuncia il 48esimo furto subito nei locali della sua azienda in via Giustizia. Una strada a due passi dalla stazione centrale, una zona diventata negli anni tristemente famosa anche per il degrado e lo spaccio. Una zona di recente venuta alla ribalta della cronaca perché in una vasta area non lontana dalla carrozzeria la numerosa comunità islamica della città chiede di poter costruire la moschea. Richiesta che ha suscitato polemiche e uno scontro con l’amministrazione comunale che in un primo momento aveva parlato della possibilità dell’opera.
La denuncia di Favaretto dopo l’ennesimo furto alla Carrozzeria Moderna
Favaretto, che da molti anni ci lavora, impegnato da sempre nel volontariato, domanda soltanto di poter lavorare. Non è più cronaca. È resistenza. Ieri mattina Paolo Favaretto, titolare della Carrozzeria Moderna in via Giustizia a Mestre, ha registrato un video dal piazzale della sua officina. Voce stanca, ma ferma. La denuncia precisa dell’ennesimo furto subito. Per la cronaca: si tratta del 48esimo denunciato! La dinamica, raccontata dalla stessa vittima su Facebook, sembra un copione visto e rivisto: un giovane tenta di rubare un’auto, fa scattare l’allarme, poi riempie un sacco con materiale raccolto nell’officina e salta la recinzione per andare a dormire dietro l’officina di moto accanto. La Polizia arriva, fa i rilievi, riconosce il ladro dalla registrazione delle telecamere.
L’appello
Favaretto, nel suo appello, ringrazia le forze dell’ordine per la prontezza e tempestività, ma poi lancia la domanda che pesa come un macigno: “Cosa possiamo fare?”. “Perché il danno non è più solo la refurtiva. Sono quasi due milioni e mezzo di euro di danni accumulati in questi anni di razzie”, come ha detto nel suo appello disperato. Chi conosce Paolo sa che non è uno che si lamenta facilmente. È il patron del Mirano Summer Festival, l’uomo che da vent’anni porta decine di migliaia di giovani a Mirano, presidente onorario dell’associazione eVentia, quello che ha messo la sua esperienza al servizio di Mestre per provare a rilanciare il centro con il Live Music. È una persona generosa, che fa volontariato con la sua associazione, che c’è sempre quando c’è da dare una mano.
La questione della carrozzeria Moderna

E oggi è lui a chiedere una mano. La sua Carrozzeria Moderna dà lavoro a oltre 20 famiglie. E rischia di chiudere non per la crisi, non per il mercato, ma per l’esasperazione. Per 48 volte qualcuno è entrato a casa sua. E via Giustizia, il nome è un paradosso amaro, è lo specchio di un pezzo di Mestre che non possiamo più far finta di non vedere. Come ha denunciato Favaretto stesso in passato: “La situazione è tornata a peggiorare, in alcune ore del giorno non riusciamo neanche a uscire tanti sono gli spacciatori, i pusher, gli sbandati che occupano la strada”. È una strada a 300 metri dalla stazione, dove convivono Drop-in, Sert, attività storiche e residenti esausti. Una zona dove il passaggio a livello chiuso 40 minuti e costringe ragazzi e lavoratori ad attraversamenti pericolosi, dove lo spaccio è a cielo aperto.
Favaretto e l’appello a Mattarella. Ma prima dovrebbero intervenire le autorità locali

Non è una questione soltanto politica, è una questione di principio e di giustizia. Favaretto ha deciso di appellarsi al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Non trascura di ricordare che prima di chiedere allo Stato, dobbiamo chiedere a chi vive e amministra Mestre ogni giorno. Alla Municipalità, al Comune, alla politica di prossimità. Quella che conosce i luoghi e le situazioni, che stanno provando a dare una nuova vita a questo degrado, lo stesso denunciato in via Piave, con immagini documentate dagli stessi cittadini. Che risposta diamo a chi investe qui? Che segnale diamo se lasciamo che via Giustizia diventi uno specchio di ingiustizia?
Una sola richiesta; rendere più sicura Via Giustizia

Paolo non chiede l’esercito. Chiede giustizia. Chiede che la strada torni a essere presidiata, illuminata, riqualificata, che i servizi a bassa soglia vengano spostati lontano dalle attività commerciali come già chiesto mesi fa dai comitati civici, che ci sia un piano vero di sicurezza di quartiere.
Solidarietà a Paolo Favaretto e manifestazione “tutti con Paolo”
La comunità ha già risposto. Dopo il suo video, i gruppi di Buongiorno Mestre e Buongiorno Marghera hanno organizzato una manifestazione di solidarietà per sabato 3 ottobre alle ore 11 davanti alla Carrozzeria Moderna in via della Giustizia, con lo slogan “Tutti con Paolo”. Un gesto civico di solidarietà e di sostegno. Una manifestazione che riassume in sé la necessità di fare in modo che chi vive e lavora in queste zone, che nel tempo sono diventate pericolose, difficili, impraticabili, invivibili, abbia una maggiore garanzia di sicurezza e di tutela, come per chi risiede e lavora da altre parti.
L’amarezza di Favaretto

Paolo Favaretto è molto conosciuto e con questo appello si fa portavoce non solo per sé stesso, ma per una parte di collettività che necessita di garanzie per il futuro. Perché se a Mestre un uomo generoso che lavora, crea lavoro e fa volontariato viene lasciato solo dopo 48 furti, allora il furto più grande non è quello subito nella sua officina. È quello che stiamo facendo al nostro senso di comunità.










































































