Da terre inquinate a terre rare. Si potrebbe riassumere così il futuro di Porto Marghera. Perfino la presidenza del Consiglio durante una comunicazione ufficiale in vista di un importante consiglio europeo, afferma che Porto Marghera, dopo anni di svuotamento e spopolamento operaio e industriale, potrebbe diventare un sito di stoccaggio strategico. Il porto di Rotterdam, per il nord Europa, Venezia, per il sud. La candidatura è già allo studio a Bruxelles.
Porto Marghera e le terre rare
Le terre rare sono un gruppo di materia chimiche con nomi impronunziabili (lantanio, praseodimio, promezio, gadolinio ecc.ecc.) che si trovano in giacimenti più o meno segreti, ma che possiedono straordinarie qualità magnetiche, ottiche, cataliche che le rendono fondamentali per le industrie del futuro. Ecco perché i cinesi sono già all’avanguardia. Gli americani seguono a ruota, gli europei ancora arrancano.
E tutto per chi comanderà in futuro nel mondo con l’Ai.
I riferimenti storici sono sempre importanti

Quando nel 1917 Giuseppe Volpi, Piero Foscari, Achille Gaggia, Vittorio Cini pensarono al futuro industriale, parlare di corrente elettrica, era come indagare sull’intelligenza artificiale oggi. L’energia illuminerà il mondo e farà funzionare le fabbriche della seconda rivoluzione industriale (la prima era con il carbone…). E infatti Volpi, si inventò la centrale idroelettrica a Malnisio in Friuli, chiamandola Cellina per via del fiume di riferimento. Poi divenne Sade. Era la prima in Italia, e la condotta elettrica di 87 chilometri per raggiungere Venezia, era la più lunga del mondo. Nel 1896 illuminó tutta Piazza San Marco.
Il boom di Porto Marghera
E così fu anche per il futuro industriale della chimica avviato dal 1917. Porto Marghera arrivò ad occupare quasi 40 mila lavoratori. Ma torniamo all’oggi. Lo scorso luglio è stato inaugurato il primo impianto in Italia per la produzione di idrogeno rinnovabile. È stato creato dal gruppo Sapio. In cifre: produrrà 750 tonnellate all’anno di idrogeno verde. Milioni di chilowatt per l’energia e i trasporti, pubblici e privati.
Dalla sua tomba monumentale nella basilica dei Frari a Venezia, il vecchio Giuseppe Volpi sarà felice…
Cambierà in futuro il paesaggio del polo chimico-industriale di Porto Marghera?



Probabilmente sì, a cominciare dagli orribili silos di carburanti che si intravvedono ancora dalla laguna e offuscano il paesaggio.
Porto Marghera visto con gli occhi di Pappalardo

Me ne sono accorto, grazie ad una visita organizzata da Salvo Pappalardo, direttore commerciale del dipartimento dei Magazzini Generali di Venezia. Era l’area industriale Sirma. Un tempo famosa per la produzione di materiali refrattari destinati alle acciaierie e industrie di tutto il mondo. In pratica la storia sindacale del ‘900 veneziano. Ho avuto l’occasione di salire a 40 metri d’altezza e di vedere la laguna. Cosa è cambiato? L’area ex Sirma, poi Tencara ai tempi di Raul Gardini e del Moro di Venezia, oggi con i suoi 20 ettari è un enorme parcheggio attrezzato per vetture elettriche e ibride. Arrivano dalla Repubblica Ceca in treno (Volkswagen e Škoda), per essere portate via nave nei vari continenti. America Latina, Asia, Africa). Porto Marghera è un hub strategico fondamentale per il nord e sud del mondo. Ma non è finita qui. Dalla Cina, giungono via nave, le nuove e tecnologiche auto cinesi (già oggi coprono il 18% del mercato nazionale…). Mg, Jaecoo, Byd, Evo, ecc. queste le marche che già riempiono le nostre strade. Quale vantaggio per Porto Marghera e la nostra salute? Intanto non creano fumi velenosi o chimici, e lasciano libera la visuale lagunare. Diverse torri dell’ex Sirma sono state abbattute. Forse ne resterà una in ricordo del vecchio polo industriale e verrà trasformata in uffici.
Sic transit gloria mundi.

Scusate l’inglese…Ma la visita dopo tanti anni all’ex Sirma mi ha messo di buon umore.













































































Felice di aver assistito a tale visita guidata dall’alto.
Grazie a Maurizio Crovato e ovviamente al
Direttore generale, Salvatore Pappalardo.
Good times are running
Ad maiora
Inglese per buon umore, senza scuse 😉
Paola