Si chiama tecnicamente “torre evaporativa iperboloide”, alta 58 metri con vista eccezionale sulla laguna, sulle isole e sul campanile di San Marco. Tutta in cemento armato, ma la sua forma a doppia curva (ecco il termine iperboloide) la rende simile ad un’opera d’arte, modello Brancusi. Si trova in via dell’Azoto a Porto Marghera, ora ribattezzata Corso Gianni Sottana, ed è un…museo originale.
Non sto scherzando

Anzi, dall’alto, con vetrata circolare e indicazioni appropriate si possono ammirare direttamente cinque patrimoni dell’umanità, ovvero Unesco. Da destra a sinistra: Colli Euganei, colline del Prosecco, Dolomiti, Venezia con Murano e Burano.
Una guida per la Torre

Basta leggere l’originale guida di Debora Gusson e Riccardo Rigoni, uscita quest’anno “Laguna di Venezia – Insolita e segreta”, con i tipi dell’Edizioni Jonglez, per capirne storia e importanza. In questo giro turistico-artistico, veramente singolare, vengono dedicate tre pagine a “La Venezia Heritage Tower” – questo il nome dopo la rinascita culturale e il restauro del 2018, voluto dall’imprenditore visionario Gianni Sottana. “È l’unica torre di raffreddamento europea trasformata in polo culturale ed espositivo”, si premette nell’introduzione.
Entriamo nella Torre

All’ingresso ci accoglie Christian Sottana, figlio di Gianni, lo storico imprenditore nel settore trasporti che riuscì a trovare 100 milioni di finanziamenti, pubblici e privati, per la trasformazione della torre e dell’area. “Nel 1996, lo stabilimento venne chiuso e l’area abbandonata, con i rischi ambientali connessi” – ci spiega Christian, 53 anni, laurea in Economia e Commercio a Ca’ Foscari. Ora dedica anima e corpo per realizzare in pieno il sogno di suo papà. Fare di Portomarghera, un sito culturale e un’area industriale del futuro, legata all’idrogeno, all’intelligenza artificiale, al recupero delle terre rare, e oltre.
La torre è già un museo visitato da studenti e ricercatori

Saliamo gli oltre 300 scalini, dove non ci si annoia perché si possono leggere bellissime frasi letterarie e ammirare antiche fotografie. Così si scopre che fu nel 1923 un certo senatore Giovanni Agnelli, fondatore della Fiat nel 1899, grazie all’amicizia con Giuseppe Volpi che aveva appena inaugurato a Portomarghera, la Sade, giá Cellina, ovvero la fondamentale energia elettrica, una specie di IA di oggi. Agnelli aveva appena acquisito dagli americani Libbey and Owens, le licenze per la Vetrocoke, produrre lastre di vetro grazie al carbone “coke”. Con i gas e derivati si potevano produrre e risparmiare, azotati e fertilizzanti per l’agricoltura. “Venezia – scrive Christian Sottana – è il più importante biglietto da visita del territorio per la sua forza comunicativa, per la sua inarrivabile bellezza, Heritage significa ‘ereditá’ che ci riporta alla ricca cultura di impresa del recente passato. Tower rappresenta questo capolavoro architettonico che attrae visitatori da tutto il mondo…”.
Un simbolo per la più antica città del futuro

Gli obiettivi in termini di sicurezza e inquinamento per il futuro di Portomarghera sono chiari: spostare dalle aree cittadine il traffico pesante, riqualificare il porto commerciale per la creazione e il potenziamento dei servizi per la crescita del traffico merci, per agevolare le imprese del settore logistica e trasporto, per offrire sicurezze future ai già 1600 dipendenti, per un indotto di 6.200 lavoratori.
L’impresa “Venezia Heritage Tower” ha già un obiettivo concreto: seminare il seme virtuale della cultura. Quindi Venezia è la più antica città del futuro.
Un museo del futuro a Portomarghera c’è già.












































































