Il Museo Casa Giorgione, a Castelfranco Veneto (TV), fino al 15 novembre prossimo ospita una mostra dedicata alla grande fotografia italiana del dopoguerra, a 71 anni dal Premio che consacrò i maestri del Novecento: “Fotografia italiana 1955. Gli uomini nuovi della fotografia e Gino Oliva a Castelfranco”, a cura di Simona Guerra. L’iniziativa è promossa dal Comune di Castelfranco Veneto in collaborazione con il Circolo Fotografico El Paveion e l’Università popolare e con il patrocinio della S.I.S.F. (Società Italiana per lo Studio della Fotografia).
Cento opere in fotografia

La rassegna rievoca la straordinaria esperienza della Mostra Nazionale e Premio Fotografia Città di Castelfranco Veneto, organizzati in due edizioni (1954 e 1955) su intuizione di Gino Oliva, importante figura nel panorama intellettuale dell’epoca, che ne fu promotore, con la conseguente pubblicazione del volume Fotografia italiana 1955. Il cuore del percorso espositivo consiste in circa cento opere, in gran parte scatti vintage originali, molti dei quali del tutto inediti, provenienti da importanti archivi pubblici e privati, biblioteche e istituzioni nazionali.
Otto sezioni

Otto le sezioni: 1) Il contesto storico; 2) 1954: la prima edizione della Mostra; 3) Giuseppe Cavalli e la Bussola; 4) L’associazione Misa di Senigallia; 5) 1955: la seconda edizione della Mostra; 6) Partecipazioni femminili al Premio; 7) Gino Oliva, anima del Premio; 8) Mario Giacomelli è “l’uomo muovo della fotografia”.
L’Italia in fotografia

Organizzata in un momento particolarmente felice per le attività dell’Università Popolare di Castelfranco che ne fu promotrice, la 1a edizione del premio vide centinaia di opere partecipanti e otto premi assegnati. Nell’ordine le opere e gli autori furono: “lI querceto” di Fulvio Roiter; Giulio Parmiani con “Paesaggio padano”; “Lenzuolo” di Paolo Monti; “Nozze” di Piero Donzelli; “Studio di ritratto” di Andrea Martini: “Innocenze” di Carlo Bevilacqua e “L’ora del bagno” (a colori) di Enzo Lomyri. Un premio speciale venne assegnato poi al circolo fotografico La Gondola di Venezia con 22 opere ammesse alla mostra. Riconoscimento speciale non solo per la quantità delle ammesse ma per l’apertura a nuove istanze creative e alla grande voglia di confronto dimostrata dai veneziani.
Questo nuovo sodalizio avrà un ruolo speciale nell’edizione successiva

Quell’anno la presenza in giuria di Paolo Monti e Fulvio Roiter – entrambi fotografi passati al professionismo – motivò in modo straordinario l’intero gruppo di lavoro. Entrambi vincitori nel 1954, la loro partecipazione voluta da Gino Oliva aveva anche il senso di un ‘passaggio del testimone’. Tutti avevano chiari i criteri ispiratori del Premio: una fotografia capace di applicare le tecniche espressive e compositive al racconto della condizione umana, della natura e di tutte le cose; riuscire a dare all’immagine un senso profondo, comunicare un messaggio. Giacomelli vinse con un corpus di quattro immagini, assieme a Carlo Bevilacqua e a Alfredo Camisa.
L’Italia del ’55 attraverso l’occhio dell’obbiettivo

Inoltre, in un contesto storico ancora fortemente segnato da una presenza quasi esclusivamente maschile, la mostra accende un riflettore ben distinto sul contributo femminile. La fotografia negli anni ’50 vede anche un progressivo ingresso delle donne nel mondo della fotografia amatoriale. Nelle associazioni esse furono spesso presenti sin dai primi anni dalla fondazione, e la partecipazione che nel decennio precedente era quasi nulla, non sarà più solo quella di marchese e contesse – come accadeva – ma anche di donne comuni che al pari degli uomini sceglievano la fotografia come mezzo espressivo o oggetto di critica fotografica. Nel 1954 partecipano al premio di Castelfranco Ada Gazzaniga (Milano) e Laura Martinelli in Stroili (Venezia). La Gazzaniga presenta “Il muro” e Laura Martinelli “I gemelli”. L’anno successivo con la Gazzaniga partecipano anche Maria Sartori e Lavinia Ruggieri, entrambe socie de La Gondola e aderenti sin dalle prime attività del circolo veneziano.
Le opere più interessanti dell’Italia del 1955



Tra le opere del primo e secondo concorso quelle della Gazzaniga e della Martinelli risultano particolarmente interessanti. L’opera “I gemelli” della Martinelli comunica in modo diverso rispetto a quello delle sue colleghe veneziane presentando una visione innevata del Monumento ai Tetrarchi, gruppo scultoreo di figure a grandezza naturale che rappresentano quattro imperatori. Il ritratto “Veronica” di Ada Gazzaniga è interessante per il modo in cui l’autrice lavora sull’intensità espressiva del ritratto. Tutte le autrici propongono alle Mostre di Castelfranco delle opere valide, in linea con gli altri partecipanti, ed anche se nessuna ottiene un premio o una segnalazione dalla giuria, a livello storico la loro presenza segnala il manifestarsi di una volontà, la ricerca di un’opportunità di crescita e inclusione.

A completare il percorso espositivo, due ampie sezioni di approfondimento: una dedicata a Gino Oliva fotografo e intellettuale, l’altra all’esordio di Mario Giacomelli.










































































