Entrare in un sontuoso palazzo veneziano e trovare un ospite molto speciale. Ha viaggiato oltre il delta del Fiume Rosso, nelle regioni costiere e nel delta del Mekong. È l’artista vietnamita Le Huu Hieu, tra i più significativi nel panorama internazionale. Le sue opere sono grandiose installazioni e incantano per la scelta dei materiali che rappresentano la storia e le tradizioni della sua terra. Il 2026 segna la prima partecipazione della Repubblica Socialista del Vietnam alla Biennale Arte.
Dieci artisti per il Vietnam

Dieci artisti compongono il nucleo del Padiglione, uniti da un tema che caratterizza bene il progetto “Vietnam: Arte nel flusso globale”. Abbiamo avuto l’opportunità di visitare la mostra in occasione della Festa delle Donne Vietnamite che si celebra in ottobre. La ricorrenza risale al 1930, anno in cui per la prima volta le donne si unirono in un’organizzazione ufficiale, acquisendo il diritto di partecipare attivamente alla vita politica e sociale del Paese. Per ricordare questo momento importante Il pubblico è stato invitato all’evento speciale “La femminilità nell’arte popolare vietnamita e nella pratica artistica di Le Huu Hieu” alla presenza dell’artista e di Mai Thi Xuan Huong, assistente curatore. Un momento di condivisione impreziosito da un dono artigianale vietnamita per tutti i presenti.
Il recupero delle tradizioni

Le Huu Hieu ha spiegato l’essenza della sua indagine compositiva fatta di sperimentazione e recupero delle tradizioni grazie all’uso di antichi materiali combinati tra loro: lacca, madreperla, foglie d’oro, bambù, gusci d’uovo, conchiglie. L’uso della lacca è fondamentale per la tradizione del Vietnam. Espressione artistica e artigianale antichissima grazie anche alla particolare qualità della resina dell’albero della lacca vietnamita.
I simboli artistici del Vietnam

Al centro della ricerca di Le Huu Hieu si trovano il legno di giaca – che lavora con un’antica tecnica di conservazione vietnamita (HOM) a creare una superficie carbonizzata – il fuoco e la lacca. Nel suo vocabolario visivo il legno di giaca rappresenta la struttura portante. Come finitura utilizza la lacca rossa, una secrezione naturale di insetti dal colore caldo e dalla brillantezza primordiale, tecnica che per millenni ha protetto templi e palazzi del Vietnam.
L’effetto visivo è stupendo e magnetico

Dal pannello maestoso che sembra brillare di luce propria al colpo d’occhio della grandiosa installazione: Tằm (Baco da seta). L’artista presenta l’architettura monumentale di una tradizionale casa del Nord (oltre 5 metri di lunghezza e 4 di altezza con il tetto ricoperto da un dipinto di 15 metri) e un gruppo scultoreo con 17 statue rappresentanti figure militari modellate sulle sculture delle tombe di Khải Định e Minh Mạng e le divinità dei Cinque Elementi che regolano le trasformazioni dell’universo. Sono Elementi primordiali tutti essenziali e con la stessa importanza: Legno, Fuoco, Terra, Metallo, Acqua.
Le Huu Hieu

Le opere di Le Huu Hieu che possiamo vedere a Venezia sono sculture e installazioni grandiose, dalla bellezza cruda e maestosa, realizzate con materiali della sua terra. Ha liberato migliaia di bachi da seta direttamente sulle superfici delle statue ispirandosi alla sericoltura sviluppatasi nel suo paese assieme alla civiltà del riso da oltre duemila anni. I bachi filano centinaia di metri di seta dorata intrecciandola in trame inaspettate. La stessa seta viene utilizzata per tessere la veste dell’imperatrice collocata al centro della casa di legno. Un magnifico flusso, continuum organico dove i protagonisti sono gli eroi anonimi delle masse che si sacrificano per proteggere i valori essenziali della vita quotidiana e l’armonia del villaggio. Un messaggio universale di pace che viene da molto lontano.
Il Vietnam alla Biennale

La presenza di questo padiglione alla 61a Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia è promossa dal Ministero della Cultura, dello Sport e del Turismo del Vietnam e costituisce un momento significativo di incontro e dialogo tra culture. Uno spazio visivo capace di generare sensazioni molto intense grazie all’interconnessione tra essere umano, natura e spiritualità. Un percorso che suggerisce molte chiavi narrative lasciando allo spettatore la libertà di interagire autonomamente. Nel contesto si inserisce perfettamente la filosofia di Le Huu Hieu, artista estremo che oltre alla ricerca interiore si avvale di un’ardita sperimentazione che l’ha spinto in passato anche a distruggere un ciclo di opere.
Il Padiglione del Vietnam rimane aperto per tutta la durata della Biennale a ingresso libero

È ospitato nella centralissima Ca’ Faccanon, in Calle delle Acque a pochi passi da Rialto. Il nobile edificio quattrocentesco della famiglia Giustinian torna alla luce dopo il restauro diventando sede espositiva internazionale. Una facciata maestosa e un piano nobile con trifore gotiche e antichi lampadari in vetro di Murano. I veneziani lo frequentano soprattutto come sede dell’Ufficio postale, ma conserva una storia preziosa. All’ingresso, seminascosta dal grande portone, c’è una targa che ricorda la presenza del quotidiano Il Gazzettino attivo in questa sede storica per quasi ottant’anni, dal 1898 al 1977. Frammento di attività sociali e culturali che sempre più numerose stanno lasciando la città lagunare. Dopotutto anche Venezia dovrebbe essere un villaggio da proteggere e accudire con armonia.
Informazioni


Vietnam: Arte nel flusso globale
Padiglione della Repubblica Socialista del Vietnam
61a Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia
Ca’ Faccanon – Calle delle Acque – San Marco 5016
fino al 22 novembre 2026









































































