Dal 24 ottobre 2026 al 12 marzo 2027 la XXI edizione del San Vito Art Festival: tre mostre, performance e incontri dedicati al tema del corpo. San Vito al Tagliamento torna a essere uno dei punti di riferimento regionali per l’arte contemporanea con la XXI edizione di Palinsesti – San Vito Art Festival, la rassegna organizzata dal Comune di San Vito al Tagliamento – Assessorato alla Vitalità.
Il calendario dei Palinsesti

L’edizione 2026 inaugura un nuovo ciclo triennale e prosegue il percorso di trasformazione della storica manifestazione in festival, avviato nel 2024. Sotto la direzione scientifica di Magalì Cappellaro, Palinsesti si sviluppa in collaborazione con l’Università degli Studi di Udine e l’Accademia di Belle Arti di Venezia, proponendo mostre, performance, talk, presentazioni, visite guidate e incontri con gli artisti. Al centro del nuovo ciclo c’è il concetto di “Costellazione”, inteso come rete di relazioni, idee e pratiche. Il tema scelto per questa edizione è “Costellazioni corporee”, una riflessione sul corpo come luogo di identità, memoria, vulnerabilità e trasformazione, ma anche come spazio di relazione con la tecnologia, l’ambiente e la società.
Le parole dell’assessore

«Vogliamo che la cultura sia un bene diffuso, accessibile e parte viva della quotidianità», ha sottolineato Andrea Bruscia, Assessore alla Vitalità del Comune di San Vito al Tagliamento. Anche l’Assessore regionale alla Cultura Mario Anzil evidenziato il valore dell’iniziativa come investimento nella qualità della vita, nella crescita delle persone e nella capacità creativa dei territori.
Tre mostre per raccontare il corpo

Il programma espositivo prende avvio il 24 ottobre con due mostre. Al Castello di San Vito al Tagliamento, L’eco del gesto, curata da Elisa Saro, presenta il lavoro del duo Boscolo / Rossetto. Luce, suono e oscurità trasformano gli spazi in un ambiente immersivo nel quale il pubblico viene coinvolto direttamente, interrogando il rapporto tra corpo, percezione, natura e spazio.

All’Essiccatoio Bozzoli, Paesaggi del corpo, curata da Antonio Garlatti e Didier Zompicchiatti, è invece dedicata a Gaetano K. Bodanza. L’esposizione ripercorre la ricerca dell’artista mettendo in evidenza il corpo come luogo di identità, immaginario e trasformazione, attraverso un linguaggio segnato da sensibilità Pop, ironia e riflessione sulle contraddizioni della società contemporanea. Entrambe le mostre resteranno aperte fino al 16 gennaio 2027.

Dalla stessa data, l’Antico Ospedale di Santa Maria dei Battuti ospiterà BodyNoBody, mostra dedicata a sei giovani artisti attivi nel Triveneto: Nicola Bindoni, Sara Cecconi, Collettivo BOW, Giulia Gaffo, Mattia Montanari e Sebastiano Pallavisini, con la curatela di Francesca Battistutta e Magalì Cappellaro. Pittura, installazione e pratiche site-specific accompagneranno il pubblico in una riflessione sul corpo come archivio di memoria, trauma e identità, ma anche come organismo capace di modificarsi e di entrare in relazione con l’ambiente e con l’altro.
Nascono le Palinsesti Art Nights

Tra le principali novità della XXI edizione figurano le Palinsesti Art Nights, un programma serale dedicato alle arti performative. Tra gli appuntamenti, AGANIS di Chiara Cecconello, performance sonora per due voci e live electronics ispirata alle grotte delle Prealpi Venete e alle leggendarie anguane, figure femminili legate all’acqua nella tradizione alpina. Voci, registrazioni ambientali e suoni minerali costruiscono un’esperienza immersiva al confine tra corpo umano e paesaggio. Completa il programma Vespro di Camilla Isola, progetto interdisciplinare ispirato alla figura del genius loci. Attraverso voce, movimento, registrazioni sul campo e video, l’opera indaga il rapporto tra presenza, memoria e trasformazione nei luoghi sospesi tra abbandono e rigenerazione.
Con questa nuova edizione, Palinsesti conferma la propria vocazione come laboratorio di ricerca e confronto sull’arte contemporanea, mettendo in dialogo generazioni, linguaggi e discipline differenti e trasformando ancora una volta San Vito al Tagliamento in uno spazio aperto alla sperimentazione culturale.









































































